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Entro il 2019 in commercio la mano che piega le dita

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Quanto sono importanti le mani? Troppo spesso il loro valore lo diamo per scontato. Ed è così che le usiamo ma non le amiamo Eppure, la realtà è ben diversa. Le mani ci servono per fare tutto. Per lavarci. Per scrivere. Per mangiare. Per toccare. Per accarezzare. Per raccogliere. Per parare. Per indicare. Per guidare. Insomma tante azioni, senza le mani, sarebbero, naturalmente, complicate. Ecco perchè le nostre estremità sono essenziali ed ecco perchè la notizia di cui vi sto per parlare mi fa esultare. Siete pronti? Ecco, è pronta anche la mano hi-tech che piega le dita e afferra oggetti con un’efficienza pari al 90% di quella di una mano naturale. E’ la protesi robotica che non richiede bisturi e più economica di quelle attuali, nata in Italia nel Rehab Technologies Lab, il laboratorio congiunto nato nel dicembre 2013 dalla collaborazione tra l’Inail e l’Istituto italiano di tecnologia (Iit). E’ stata presentata a Roma, nell’incontro organizzato da Inail e Iit.”Posso piegare le dita con la forza voluta e cominciare a dimenticare di dover usare sempre la mano sinistra”, ha detto Marzo Zambelli, che nel 2015 aveva sperimentato la mano con tre dita, considerata la prova di fattibilità di una protesi ad alta tecnologia e a costi più accessibili, primo frutto della collaborazione fra Inail e IIt. La mano presentata oggi è controllata nello stesso modo attraverso elettrodi, indossarla non richiede un intervento chirurgico e ha dei guanti color pelle in versione maschile e femminile.