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Il CSM apre fascicolo sul Giudice Cioffi sul caso Cesaro

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Al Csm è stata chiesta l’apertura di una pratica sul giudice, Giuseppe Cioffi, che deve giudicare i fratelli di Luigi Cesaro, Aniello e Raffaele, accusati di concorso esterno in associazione mafiosa. Ad avanzare la richiesta, il consigliere di Unicost Francesco Cananzi. Il vicepresidente del Csm, Giovanni Legnini, ha annunciato che il Comitato di presidenza si riunirà nel pomeriggio per decidere. E’ bene che il Csm abbia contezza di quanto sta accadendo” ha detto Cananzi, spiegando che obiettivo della pratica è “la tutela dell’ imparzialità della funzione giudiziaria”. Alla richiesta di Cananzi si è associato anche il togato di Area Lucio Aschettino.

Anche il ministro Orlando ha avviato un accertamento su di lui.

Il giudice Cioffi intanto ha smentito una sua partecipazione a una convention di Forza Italia e ha parlato solo di un caffè con gli amici nello stesso hotel spiegando così la sua presenza nella stessa location dove il 14 e 15 ottobre si è riunito il partito di Berlusconi. Cioffi è presidente del collegio giudicante al processo in cui sono imputati Aniello e Raffaele Cesaro, fratelli del parlamentare uscente azzurro Luigi Cesaro e capolista al Senato per Forza Italia nel collegio Campania3 che comprende Napoli e Salerno.

La notizia della sua presunta partecipazione all’incontro forzista è stata pubblicata da alcuni organi di stampa che hanno anche allegato all’articolo una sua foto con tanto di bandiere di Forza Italia. “Non ho mai preso parte alla convention – sottolinea all’Ansa – mi sono solo trovato il giorno dopo a prendere un caffè con alcuni amici presso il bar dell’albergo dove si era tenuto il meeting, con le bandiere del partito che ancora non erano state rimosse”.

La foto, dice ancora Cioffi, “non dice ciò che è veramente accaduto. E’ stata estrapolata per attaccare me e la magistratura”. “La verità – spiega – è che io ero ad Ischia in una casa privata quando si è tenuta la convention, a cui peraltro non ho assolutamente partecipato. Il giorno dopo, ricordo era domenica 15 ottobre, era una bellissima giornata ed ero particolarmente felice perché il Napoli aveva vinto all’Olimpico contro la Roma, ho incontrato degli amici, tra cui uno che aveva preso parte alla convention del giorno prima”. “Loro mi hanno invitato a prendere un caffè presso il bar dell’albergo; lì sono stato fotografato. Le bandiere c’erano, ma forse perché non erano state ancora rimosse. In ogni caso sono sempre stato lontano dalla politica e continuerò a farlo”, conclude il magistrato.

Aniello e Raffaele Cesaro sono imputati di concorso esterno in associazione mafiosa per presunti rapporti con la camorra rispetto alla vicenda del piano di insediamento produttivo di Marano. L’inchiesta è condotta dai pm Mariella Di Mauro e Giuseppe Visone sotto il coordinamento del procuratore aggiunto Giuseppe Borrelli.