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Coronavirus, porte chiuse per garantire le atlete? Proposta indecente!

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Allarme coronavirus in Italia. Se ne parla tanto anche nel mondo sportivo ma, in queste ore, l’orientamento è quello di portare avanti, a porte chiuse, il campionato di volley femminile, serie A1! Una proposta, questa, alquanto vergognosa solo a pensarla. Forse qualcuno dimentica che le atlete e lo staff delle squadre impegnate nel campionato, con cadenza settimanale, affrontano delle trasferte (a bordo di aerei, treni, pullman) e hanno contatti continui con il mondo esterno (leggasi, ad esempio, le soste in autogrill, oppure i pernottamenti in alberghi, solo per citare alcuni casi). Quella che è stata formulata dai vertici sportivi, al momento, non rappresenta una soluzione in grado di garantire l’incolumità di atlete e staff. Alla luce dei ruoli ricoperti in ambito sportivo, la proposta delle gare a porte chiuse non sta né in cielo, né in terra. Le atlete e gli staff vanno tutelati! Per quanto concerne il campionato, poi, nessuno può prendersi la responsabilità di parlare di cristallizzazione. Nel CDA ci sono rappresentanti di squadre che puntano a salvaguardare i propri interessi. Trasparenza e legalità! Se si applica la sospensione, se si applica la fine del campionato, la legge è uguale per tutti non solo per i primi, perché in questo caso sono come gli ultimi.