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Primo Piano - page 22

Riforma Salva-Stati, lunedì Conte riferisce alla Camera. Intanto, è scontro con Salvini: volano minacce di denunce

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conte-salvini

Conte lunedì andrà alla Camera per una informativa sulla vicenda del Mef, la riforma europea Salva-Stati. “Basta mezze ricostruzioni, menzogne e giustificazioni” fa sapere il premier. Salvini, dal canto suo, lo attacca, parlando di un attentato dai danni degli italiani e chiede a Mattarella un incontro e di far valere la Costituzioni. Al leader della Lega ribatte Zingaretti: “Quando era al Governo, – attacca il segretario del Pd – ha condiviso e approvato la riforma del fondo Salva-Stati. Ora diffonde teorie false per danneggiare il Paese”.

Ma il livello dello scontro politico si alza sempre di più, con Conte che invita Salvini ad andare in Procura per un esposto, così come ha minacciato di fare. “Io, però, – tuona il premier – lo querelerò per calunnia”. Non si fa attendere, a stretto giro, la controreplica di Salvini: “Leggo che Conte mi vuole querelare? Allora prenda il bigliettino e si metta in fila, dopo Karola e la Cucchi. Mi viene in mente una celebre frase del Marchese del Grillo (‘io so io e voi non siete un c…’.). Sia più umile che poi l’arroganza porta male”.

Campione di 5mila telefonate per il sondaggio di Notix in Campania: De Luca, centrosinistra e liste collegate 44%; centrodestra, Caldoro e liste collegate 31%; M5S 18%; altri 4%; indecisi 3%

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Collage Regionali

Il centrodestra in Campania è finito. I cittadini-elettori non vogliono più sentire sempre le stesse persone che non hanno fatto niente per la Campania e che si vedono soltanto in campagna elettorale. Il Movimento 5 Stelle, con Costa candidato, non tira: ad attrarre è unicamente il simbolo. De Luca, supportato da 12 liste, è presente dappertutto: tirano il nome del governatore uscente e tirano le liste a lui collegate. I democrat votano il loro candidato presidente ed i “renziani”, parte integrante del centrosinistra, sono presenti con un alto numero di consensi. Rispetto al candidato del centrodestra, Caldoro (31%), De Luca è avanti (44%), con uno scarto di 13 punti percentuali.
Questo, in sintesi, il quadro che viene fuori dal sondaggio realizzato da Notix in Campania, su un campione di 5mila persone raggiunte telefonicamente.
Adesso qualcuno dirà che i sondaggi sono taroccati. Si diranno tante cose. Noi invece vi diciamo: nel 2010 i nostri sondaggi hanno predetto esattamente quelli che poi sono stati i risultati elettorali, la stessa cosa dicasi nel 2015, con il famoso scarto di 35 mila voti che anticipammo solo noi!!!
Oggi
è così, a 7/8 mesi dalle urne: vedremo il prossimo sondaggio!

Regionali, Migliore rilancia: accordo su Cantone Presidente con tutti dentro, compreso M5S

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Collage Ultimo

Il “renziano doc” Gennaro Migliore lancia l’Opa. Una scalata politica, con dentro anche il M5S, con il magistrato Raffaele Cantone candidato a Governatore della Campania. C’è un dato oggettivo: Cantone, già presidente dell’Autorità Nazionale Anti-Corruzione, con questa operazione vince con il 70%. Non bisogna sottovalutare De Luca, però, che, politicamente parlando, non è l’ultimo arrivato.

Per De Luca, nel caso in cui quest’Opa si dovesse concretizzare, si apriranno le porte del Governo oppure deciderà di candidarsi lo stesso a Governatore, forte del sostegno delle sue liste, e spaccherà tutto? Ah saperlo…

Inchiesta sulla Fondazione Open, perquisizioni della GdF in tutta Italia

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Renzi e Bianchi

Perquisizioni della Guardia di Finanza sono in corso a Firenze, Milano, Modena, Torino, Bari, Alessandria, Pistoia, Roma, Napoli e Palermo nell’ambito degli sviluppi delle indagini relative all’inchiesta della Procura di Firenze sulla Fondazione Open; fondazione, si ricorderà, che era stata costituita per sostenere le iniziative politiche dell’ex premier Matteo Renzi.

Tra i reati contestati nell’inchiesta, a vario titolo: riciclaggio, traffico di influenze e autoriciclaggio.

L’inchiesta sulla fondazione Open – da cui sarebbero scaturite queste perquisizioni – è emersa nel settembre scorso quando a Firenze venne perquisito lo studio dell’avvocato Alberto Bianchi, ex presidente della Open, indagato per traffico di influenze illecite. Tra i documenti che gli furono sequestrati, ci sarebbero i bilanci della Open e la lista dei finanziatori della fondazione.

Grandi opere, appalti e corruzione: Impregilo-Salini-Condotte. Subappalti tutti alla camorra? L’indagine a che punto è?

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Grandi Opere

Giampiero De Michelis è il primo, grande, pentito delle grandi opere che i magistrati delle Procure di Roma e Genova hanno ascoltato, a più riprese, nell’ambito di diversi indagini sulla corruzione che ruota attorno i grossi appalti.
De Michelis sta collaborando con la magistratura per rispondere a tutta una serie di quesiti: perchè le grandi opere costano sempre più del dovuto?, per quale motivo, in Italia, sono così frequenti i crolli di viadotti, gallerie ed altri disastri?, perché per ogni mega-appalto c’è sempre un’inchiesta giudiziaria correlata?
Nei verbali finora raccolti De Michelis ha descritto un sistema fondato sulla corruzione, nel quale si insinua, poi, la criminalità organizzata attraverso i sub-appalti. A spartirsi la torta miliardaria: professionisti, burocrati e politici.
De Michelis, abruzzese 56enne, ha guidato i lavori dell’Alta velocità, i cantieri infiniti dell’autostrada Salerno-Reggio Calabria e molti altri appalti, sempre con ruoli cruciali di “direttore dei lavori”: il primo e decisivo controllore pubblico delle imprese private.
Nel 2016 è rimasto coinvolto nella maxi-inchiesta, ribattezzata “Amalgama”, che ha travolto i manager di colossi come il gruppo Salini-Impregilo e Condotte.
Ed a quel punto che De Michelis ha deciso di vuotare il sacco con i magistrati e di ricostruire l’intreccio che c’è dietro i grandi appalti.
Ai tempi di Tangentopoli la corruzione era diretta: tangenti in cambio di appalti d’oro.
Oggi, invece, c’è una corruzione strutturata su almeno tre livelli, più difficile da far venire alla luce. Centrale è la figura del controllore pubblico che favorisce una cupola di imprese privilegiate, che ora lo ripagano indirettamente, dividendo la torta con altre società private, attraverso subappalti nei quali si insinuano le mafie, consulenze o compartecipazioni in apparenza regolari. Il trucco è che dietro queste aziende c’è lo stesso pubblico ufficiale, che le controlla segretamente tramite soci occulti.
Con questi giochi di sponda, le grandi imprese comprano il controllore-direttore dei lavori, che a quel punto non controlla più niente.

Ma le indagini delle due Procure a che punto sono? Ah saperlo…

“Il Governo non cadrà”: parola del premier Conte. Di Maio e Franceschini, intanto, si rintuzzano sul “contratto”

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Governo: al via dibattito in Senato, Conte replicherà

Il Governo non cadrà, ma basta con le liti, si rimanga concentrati. Con l’anno nuovo avanti con un cronoprogramma di riforme che l’Italia attende da anni”.

Parola di Giuseppe Conte, presidente del Consiglio dei Ministri, che aggiunge: “Nessuna aspirazione o velleità ad essere il nuovo leader M5s. L’esecutivo un’anima ce l’ha, spiega rispondendo a Zingaretti, ed è a un tempo visionaria e pragmatica”.

A Conte fa eco il ministro degli Esteri Luigi Di Maio: “Un governo che duri tre anni va rafforzato con un contratto che dica ai cittadini cosa e quando si farà”.

Il capo della delegazione Dem nell’esecutivo, Dario Franceschini, invece dà appuntamento a dopo l’Epifania, “ma lasciamo perdere i contratti – dice – non siamo “controparti”. Secondo il Ministro per i Beni culturali non serve la firma “piuttosto un’intesa politica”. E poi spiega che nel fenomeno delle sardine “ci sono elettori Pd, elettori 5 Stelle, i riformisti” e una scelta di campo l’hanno fatta, “senza aspettare le nostre paturnie”.

Mara Carfagna ha ragione quando parla di bande in Forza Italia. Caldoro oramai è parte integrante

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carfagna 2

Il succo di quello che dice Mara Carfagna, quando parla di bande in Forza Italia, non deve passare in secondo piano. Dimostra di avere grande lungimiranza e spessore politico. Purtroppo va anche preso atto che c’è una forte ignoranza nella classe politica di Forza Italia. Ecco perché la Carfagna è sprecata nei forzisti ed è difficile per lei, come per tutte le persone perbene, avere a che fare con questi personaggi che da anni hanno rovinato la Campania e la politica. Ecco le ragioni vere della protesta di Mara Carfagna. Lei è stata candidata alla Regione e ha incassato oltre 50mila voti, le chiesero di candidarsi al Comune, è stata eletta ed è rimasta a combattere contro De Magistris. Hanno tentato in tutti i modi di bruciarla politicamente e non ci sono mai riusciti. Sul campo la Carfagna ha dimostrato di avere i voti e la banda di puritani di Forza Italia, invece di prenderne atto, ha sempre tentato di distruggerla. Adesso la banda gioca ancora più sporco e l’ordine di scuderia è il seguente “non la pensate, fatela parlare, poi in 2-3 di noi andremo da lei, c facimm n poc i piant e a recuperamm”. Ecco chi sono i personaggi che, in Campania, comandano in Forza Italia. Dopo questo articolo i banditi si muoveranno subito, per recuperare la Carfagna. Crediamo nella pace, ma se Mara prenderà le distanze, saranno finiti in Forza Italia prima ancora che uscirà il responso dalle urne? Ah saperlo…

Giustizia e legge elettorale, la maggioranza di Governo rischia di implodere

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MAGGIORANZA PRESENTA DDL RIFORME, MA SI AVVICINA REFERENDUM

Sulla legge elettorale sembra che si stia per raggiungere l’accordo tra le forze di maggioranza, mentre, per quanto concerne la giustizia, il confronto sulla prescrizione si sta trasformando in un braccio di ferro tra M5s da una parte e Pd e Italia Viva dall’altra, tanto che qualcuno parla di “rischi per il governo”.

L’ultimo vertice sulla prescrizione si è concluso con un nulla di fatto. La richiesta del Pd e di Italia Viva è di sospendere l’entrata in vigore della legge (prevista per il 1 Gennaio) che blocca la prescrizione dopo il primo grado di giudizio, per poi esaminare la questione insieme alla riforma del processo penale.

Gli uomini di Zingaretti e Renzi propongono una serie di soluzioni per far convivere il blocco della prescrizione con il principio della ragionevole durata del processo. Ma il ministro Alfonso Bonafede non ha intenzione di rinviare l’entrata in vigore della legge. Il Pd non minaccia la crisi, anzi invita a proseguire il confronto, ma la minaccia non velata è che senza accordo in Parlamento i Dem – come anche Iv – potrebbero votare una proposta di Enrico Costa (Fi), che abroga la legge con il blocco della prescrizione.

Meno rovente è il tavolo sulla legge elettorale. Qui il Pd ha proposto un doppio turno nazionale, con possibilità di allearsi anche tra primo e secondo turno, mentre M5s, Leu e Iv si sono attestati sul proporzionale. Il dialogo ed il confronto va avanti.

Regionali in Emilia Romagna e Calabria, la piattaforma Rousseau sconfessa Di Maio: nessuna pausa elettorale

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voto on line

E’ la prima volta, nella storia del Movimento 5 Stelle, che la base degli attivisti sconfessa la decisione dei vertici. La piattaforma Rousseau, infatti, ha bocciato l’idea di Luigi Di Maio, di prendersi ossia una “pausa elettorale” in vista delle elezioni regionali in Emilia Romagna ed in Calabria, in calendario il prossimo 26 gennaio. Dopo la batosta in Umbria, i sondaggi confermano che il Movimento 5 Stelle sta attraversando una fase critica. Ciò nonostante, la base del Movimento vuole esserci e vuole partecipare alle due competizioni elettorali, senza però siglare accordi politico-programmatici con chicchessia.

Per Di Maio si tratta comunque di una sconfitta pesante: circa il 70% dei votanti ha bocciato l’idea della “pausa elettorale” e il risultato non potrà non pesare negli equilibri interni. La bocciatura, infatti, è arrivata sotto il fuoco incrociato della feroce opposizione dei territori, ma anche della fronda interna, della quale fanno parte anche gli ex ministri Danilo Toninelli e Barbara Lezzi. Il simbolo lanciato da Beppe Grillo sarà quindi, contro il volere del suo capo politico, sulle schede elettorali delle regionali a gennaio.

Il ministro Speranza: “Fiducioso sulla tenuta del Governo”

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Roberto Speranza

Si dice ottimista e ritiene che l’attuale Governo sia molto utile per l’Italia. Roberto Speranza, ministro per la Salute, nel corso di un forum all’Ansa, si dice certo del fatto che ci siano “tutte le condizioni per rendere più forte e coesa questa maggioranza”.

Speranza vede come primo obiettivo la crescita del paese e come secondo la lotta alle disuguaglianze. “Con questi obiettivi comuni si costruirà l’agenda per i prossimi mesi”, aggiunge.

Tra i temi del forum l’allarme per l’antibiotico-resistenza anche in Italia, la partita aperta per l’abolizione del ticket sanitario e la situazione delle liste di attesa che continuano a rappresentare un nodo dolente in molte Regioni.

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