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Breaking news - page 3

Omelia di Papa Francesco: “Politici cerchino bene del Paese e non del proprio partito”

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Pope celebrates the holy Mass in Santa Marta

Preghiamo oggi per gli uomini e le donne che hanno vocazione politica – la politica è una forma alta di carità – per i partiti politici dei diversi Paesi, perché in questo momento di pandemia cerchino insieme il bene del Paese, e non il bene del proprio partito”. Lo ha detto papa Francesco all’inizio della messa del mattino a Casa Santa Marta.

Uccisa dall’ex, convivenza forzata per coronavirus: tragedia nel Milanese

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++ Uccide la moglie e si presenta ai Cc nel milanese ++

Lei voleva lasciarlo dopo circa 9 anni di relazione e il compagno, una guardia venatoria di 47 anni, ha deciso di ucciderla. E’ questo il movente alla base dell’omicidio, avvenuto questa notte con un colpo di fucile intorno alle 2, di una 47enne residente a Truccazzano, nel milanese. L’uomo nella notte si è presentato alla Caserma dei Carabinieri di Cassano d’Adda per confessare quanto aveva fatto. Il cadavere della donna era riverso sul letto, un fucile a pompa calibro 12, quella che si ritiene l’arma del delitto, era sul posto. I due, coetanei e originari dello stesso paese in Sicilia, si conoscevano da moltissimi anni. Si erano poi ritrovati a Milano e avevano iniziato una relazione, andata avanti per diversi anni fino a quando, poco tempo fa, la donna aveva deciso di interromperla. Da circa due settimane i due vivevano comunque a casa di lei, nel Comune dell’hinterland milanese. Lei aveva deciso di ospitarlo (lui era di base a Bressanone, in provincia di Bolzano) per via delle norme sul contenimento dall’emergenza Coronavirus. Nessuno dei due risultava contagiato. Si chiama Antonio Vena, il 47enne che si è costituito dopo avere sparato, nel cuore della notte, la vittima si chiamava Alessandra Cità.  L’uomo, che non aveva precedenti a Milano, questa mattina è stato sentito per circa 4 ore e mezza dal pm di turno Giovanni Tarzia

Pallavolo, i presidente delle Leghe di serie A scrivono una lettera al ministro Spadafora: “Un incontro per definire azioni e strategie contro la crisi”

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Fabris

Mauro Fabris, Presidente della Lega Pallavolo Serie A Femminile, e Diego Mosna, Presidente della Lega Pallavolo Serie A, hanno inviato una lettera congiunta a Vincenzo Spadafora, Ministro per le Politiche Giovanili e lo Sport, in cui espongono la propria preoccupazione per gli effetti economici della crisi sanitaria sulla pallavolo italiana di vertice e chiedono un incontro per concordare azioni e condividere strategie. Di seguito il testo completo:

Egregio Ministro Spadafora, possiamo solo immaginare quante richieste di sostegno e aiuto stia raccogliendo in questo periodo così difficile e drammatico per il nostro Paese con riguardo anche alle difficoltà che colpiscono lo sport italiano. Noi rappresentiamo le 81 Società di vertice della pallavolo italiana, che non vivono di aiuti statali, ma vivono di risorse proprie, degli investimenti fatti dai proprietari dei Club, dei ricavi che otteniamo dai diritti televisivi, web, dagli incassi dei biglietti venduti nei nostri palasport, dagli sponsor. Siamo abituati ad affrontare le difficoltà, a mantenerci, a investire e a primeggiare in tutto il Mondo. Gestiamo i campionati che vantano i migliori giocatori e giocatrici, la pallavolo di Serie A, fiore all’occhiello di un movimento di oltre 400mila tesserati e milioni di appassionati. Le nostre squadre, lo scorso anno, hanno vinto in Europa e nel mondo praticamente tutti i trofei messi in palio. Trofei che abbiamo portato a Palazzo Chigi, nella casa del Governo, nel maggio scorso, per festeggiare ed evidenziare la supremazia sportiva italiana nella nostra disciplina grazie alla quale abbiamo portato ovunque l’immagine più bella dell’Italia. Proprio perché sportivi e vincenti siamo abituati a trovare soluzioni, non a piangere. Ma il blocco delle attività sportive, giusto e doveroso, decretato dal Governo, nel momento finale dei nostri Campionati, ha causato alle nostre Società, come potrà immaginare Signor Ministro, enormi danni economici. Creandoci grandi difficoltà, ad esempio, per quanto riguarda il totale rispetto degli impegni contrattuali assunti con gli sponsor, le tv, con atleti, atlete e membri degli staff tecnici, inquadrati come dilettanti, che possono purtroppo contare in misura marginale sulle tutele previste dai Decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri emessi per fronteggiare l’emergenza Covid-19. Le nostre Società non possono affrontare da sole simili emergenze, perdite economiche tanto impreviste quanto grandi. Molte di loro rischiano di scomparire non avendo la possibilità di iscriversi ai prossimi Campionati. Dopo anni in cui l’intero movimento, con fatica, sacrifici e risorse proprie è costantemente cresciuto sino a raggiungere i primati internazionali prima ricordati, ora rischia un triste e grave ridimensionamento. E le società, se non metteranno in sicurezza i conti di questa stagione, si troveranno costrette a tagliare dai bilanci della prossima stagione i cospicui investimenti sui settori giovanili, dai quali escono da anni i migliori talenti nelle nostre nazionali che così tante soddisfazioni e prestigio hanno dato allo sport italiano. Sappiamo che Lei ha avuto modo di incontrare la Federazione di Pallavolo (FIPAV). Ma noi abbiamo problemi ben diversi e reali rispetto a quelli che Le sono stati rappresentati. Le scriviamo dunque questa lettera, Egregio Ministro, per chiedere cortesemente la possibilità di poterLa incontrare, nelle modalità che riterrà più adeguate considerato il momento, in modo da rappresentarLe direttamente quanto anticipato da questa nota. Per capire come il Governo intenda operare per aiutare le Società sportive di vertice, quelle che più investono risorse, peraltro proprie, ad affrontare il presente e i prossimi Campionati. Per esaminare insieme quali siano le modalità migliori, pensando alla salute dei nostri atleti e atlete, dei nostri sostenitori, per riaprire in sicurezza i nostri palazzetti, il prima possibile, perché non possono rimanere 6/7 mesi chiusi. Dopo rischieremo la desertificazione del movimento. Lo Sport ci ha insegnato che quando troviamo un grande avversario, abbiamo due possibilità: lamentarci per la sfortuna, puntare il dito lontano da noi e arrenderci o accettare la sfida, studiarla e vincere. Noi vorremo sederci al Suo tavolo per vincere insieme a Lei questa nuova sfida. Nella speranza di poterLa incontrare a breve per concordare azioni e strategie condivise, in attesa di un Suo gentile riscontro, cogliamo l’occasione di porgerLe i nostri saluti più cordiali”.

Coronavirus, sopralluogo di De Luca al cantiere dell’ospedale modulare di Caserta: “Intervento di grandissimo valore”

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De Luca a Caserta

Sopralluogo al cantiere dell’ospedale modulare di Caserta per il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca. “Un intervento di grandissimo valore. Stiamo rispettando alla lettera i tempi di realizzazione. Un altro dei miracoli amministrativi che abbiamo fatto in Campania” sottolinea il governatore. Che aggiunge: “Sono 24 i posti letto di terapia intensiva su 120 complessivi fra Caserta, Napoli (Ospedale del Mare) e il Ruggi a Salerno. Nel corso di queste due settimane abbiamo avuto un accesso ridotto alle terapie intensive. Grazie a Dio, c’è un’aggressività minore del virus. Ma è del tutto evidente che questi nuovi posti letto ci servono per separare l’attività ospedaliera normale dall’attività di cura dei pazienti COVID, quindi è essenziale questa realizzazione. Non sarà demolita dopo due mesi, ma rimarrà come struttura di affiancamento all’ospedale”.

Coronavirus, Guerra (Oms) lancia l’allarme: “Inevitabili nuovi focolai, anche dopo la riapertura”

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personale

Saranno “inevitabili nuovi focolai” anche dopo la riapertura e questi dovranno essere individuati in tempi molto rapidi. Ranieri Guerra vicedirettore dell’Oms e membro del comitato tecnico scientifico, lo spiega durante un intervento a RaiNews24. “Serve rafforzare il controllo del territorio con controlli e tamponi a domicilio”, ha aggiunto. Per la “fase due” Guerra ha spiegato che “c’e’ stata una valutazione del rischio molto approfondito. Un’intensa discussione fra la commissione per la riapertura e comitato tecnico scientifico per capire quali siano le implicazioni per mettere in sicurezza i lavoratori, compreso nel momento della mobilita” in modo da tornare ad una struttura produttiva efficace il prima possibile.

Coronavirus, De Luca: “Pronto a chiudere i confini della Campania”

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Coronavirus in Naples

C’è “chi preme per affrettare la ripresa di tutto ma dobbiamo avere grande senso di responsabilità”. Lo ha detto il presidente della Giunta regionale della Campania, Vincenzo De Luca, nel corso di una conferenza per fare il punto sull´emergenza Coronavirus. “Se dovessimo avere corse in avanti in regioni dove c’è il contagio così forte, la Campania chiuderà i suoi confini. Faremo una ordinanza per vietare l’ingresso dei cittadini provenienti da quelle regioni”, ha proseguito De Luca. “Se manteniamo il rigore che abbiamo avuto finora, a metà maggio potremo dire di aver sconfitto in Campania il Coronavirus”, ha detto De Luca. Ha analizzato i dati del contagio dei primi giorni di aprile sottolineando che a questi ritmi si “sarà fuori a metà maggio”. Nei prossimi giorni, ha proseguito sempre De Luca, saranno intensificati i controlli nelle strutture che ospitano gli anziani. “Stiamo già distribuendo 3 milioni di mascherine perché dal 3/4 maggio l’uso delle mascherine sarà obbligatorio”, ha detto ancora. Le mascherine (in confezione da due), arriveranno, ha spiegato De Luca, nelle case dei campani, grazie ad una intesa con le Poste Italiane. Al momento è stata avviata la distribuzione alle categorie a rischio.

Coronavirus, 21mln di persone in difficoltà: la metà è senza reddito

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Coronavirus in Italy

Circa 21 milioni di persone stanno vivendo questo momento di emergenza con serie difficoltà economiche, di cui la metà (oltre 10 milioni) con un reddito quasi nullo. E’ quanto emerge da una ricerca dell’Università della Tuscia che calcola: esistono almeno 3 milioni di persone che non dichiarano reddito al fisco e che difficilmente ora possono guadagnare un minimo per il sostentamento; oltre 18 milioni di persone con redditi inferiori a 15 mila euro, di cui 7,6 milioni con meno di 6 mila, cioè 500 euro lordi mensili. Il blocco, pur se temporaneo, delle attività produttive per l’emergenza Covid-19 ha generato “per 3,7 milioni di lavoratori il venir meno dell’unica fonte di reddito familiare”. E a pagare il prezzo più alto, secondo la Fondazione studi dei consulenti del lavoro, vi son le coppie con figli (un milione 377.000, 37%) e i genitori ‘single’ (439.000, 12%), circostanza allarmante, scrivono, se si considera che “ben il 47,7% degli occupati dipendenti dei settori interessati dal ‘lockdown’ guadagnava meno di 1.250 euro mensili”, mentre “il 24,2% si trova addirittura sotto la soglia dei 1.000 euro”. Tutti i sostegni al reddito, dalla cassa integrazione ai congedi speciali, coperti fino a giugno. Introduzione del reddito di emergenza e conferma del bonus per gli autonomi che potrebbe salire anche oltre gli 800 euro. E’ questo, secondo quanto si apprende, lo schema cui sta lavorando il governo per il prossimo decreto di aprile per fronteggiare i danni economici del Coronavirus. In questi giorni si susseguono le riunioni per mettere a punto le misure e arrivare a varare il decreto entro fine mese.

Coronavirus, curva decresce: meno persone con sintomi. Rezza: “Fase 2 con distanziamento sociale”

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medici al lavoro

“Ci sono 160mila persone positive a tamponi e le persone con sintomi si stanno riducendo con la curva in fase decrescente a livello nazionale!. Lo ha detto il presidente dell’Istituto superiore di sanità Silvio Brusaferro durante la conferenza stampa all’Istituto sull’andamento epidemiologico dell’epidemia di Covid-19. C’è una forte reattività – ha sottolineato – nel segnalare e intervenire precocemente sui nuovi focolai. I dati sull’epidemia – ha detto – di nuovo coronavirus in Italia raccontano la “storia di un Paese con livelli di circolazione diversi” a seconda delle regioni. Nella fase 2 sarà importante rafforzare soprattutto il controllo del territorio con l´identificazione rapida dei focolai, test, rintraccio e isolamento dei contatti e azioni di contenimento ed eventuale creazione di zone rosse, è l’invito dell’epidemiologo Giovanni Rezza, dell’Istituto Superiore di Sanità (Iss), nella conferenza stampa organizzata dall’Istituto. Le “zone rosse – ha aggiunto – torneranno ad essere una delle misure piu´ importanti quando non ci sarà piu il lockdown del paese”.

Coronavirus, Sileri: “Il vaccino dovrebbe essere obbligatorio”

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tampone

Con il vaccino anti-Covid “sconfiggeremo questo virus. Visti i danni che ha creato il virus, non ho dubbi sul fatto che un vaccino del genere debba essere obbligatorio”. Lo ha affermato il viceministro ala Salute Pierpaolo Sileri a Radio Cusano Tv Italia. “Una volta che saranno garantite efficacia e sicurezza del vaccino – ha detto – dovremmo avere una copertura tale per non far più contagiare nessuno”. L’uso della mascherina “sarà fondamentale, credo debba essere fornita dallo Stato e il prezzo debba essere non solo calmierato, ma direi un prezzo fisso”, ha inoltre detto il sottosegretario alla Salute. “Ora abbiamo iniziato una produzione anche in Italia quindi il numero di mascherine è crescente. Ho girato molto nel Lazio e problemi di mascherine non ce ne sono. Ora con la fase due ovviamente – ha aggiunto Sileri- deve esserci un aumento della distribuzione”.

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