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Coronavirus, 145 nuovi positivi: 1.454 in totale. Nella sola giornata di ieri eseguiti 1.061 tamponi

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Sono 145 le persone che ieri sono risultate contagiate dal coronavirus in Campania. Lo ha reso noto l’Unità di Crisi della Regione Campania. 1061 i tamponi esaminati. Adesso le persone affette da Covid-19 nella regione 1454. Complessivamente sono stati eseguiti 9728 test. Ieri, nel centro dell’ospedale Cotugno di Napoli, sono stati esaminati 369 tamponi (35 positivi); all’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno 102 tamponi (52 positivi); nell’ospedale Moscati di Avellino 78 tamponi (7 positivi); nel centro di riferimento dell’ospedale Ruggi d’Aragona di Salerno 253 tamponi (25 positivi); nel laboratorio della Federico II 65 tamponi (13 positivi); al centro di riferimento dell’ospedale Moscati di Aversa 87 tamponi (1 positivo); al centro di riferimento l’ospedale Sant’Anna di Caserta 65 tamponi (2 positivi), infine nel centro di riferimento dell’ospedale San Paolo di Napoli 42 tamponi (10 positivi).

Coronavirus, 32 positivi in casa riposo del Napoletano: isolamento e tamponi a ospiti e dipendenti

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Trentadue ospiti di una casa di riposo e degenza a Sant’Anastasia (Napoli), sono risultati positivi al tampone del Covid19. Lo conferma la task force della Regione Campania, sottolineando che sui 52 ospiti della struttura, 20 sono risultati negativi al tampone. Ad essere positivi al tampone, anche due degenti poi morti negli ultimi giorni, così come specificato dal priore del Santuario della Madonna dell’Arco, padre Alessio Romano, cui fa capo la struttura di degenza. Oltre agli ospiti e ai dipendenti della casa di riposo, alcuni dei quali sono risultati positivi, sono stati effettuati i tamponi anche ai prelati che, secondo padre Alessio, sarebbero al momento negativi. Gli ospiti e il personale che ci lavora, sono sottoposti ad isolamento, mentre il santuario è chiuso in via precauzionale.

“Vilipendio della Repubblica”, il ministro degli Interni Lamorgese denuncia il sindaco di Messina

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Sono stati segnalati all’autorità giudiziaria i comportamenti del sindaco di Messina, Cateno De Luca, “perché censurabili sotto il profilo della violazione dell’articolo 290 del Codice penale (Vilipendio della Repubblica, delle Istituzioni costituzionali e delle Forze armate)”. La decisione, informa il Viminale, è stata assunta dal ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese, “a seguito delle parole gravemente offensive, e lesive dell’immagine per l’intera istituzione che lei rappresenta, pronunciate pubblicamente e con toni minacciosi e volgari”. “Proprio in una fase emergenziale in cui dovrebbe prevalere il senso di solidarietà e lo spirito di leale collaborazione – spiega il Viminale – le insistenti espressioni di offesa e di disprezzo, ripetute per giorni ai media da parte del sindaco di Messina all’indirizzo del ministero dell’Interno, appaiono inaccettabili, e quindi censurabili sotto il profilo penale, per il rispetto che è dovuto da tutti i cittadini, alle istituzioni repubblicane e ai suoi rappresentanti”.

Coronavirus, tamponi nella residenza di Santa Marta: anche per il Papa. Ancora in attesa delle risposte

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Dopo che un prelato in servizio alla Segreteria di Stato e residente a Santa Marta, dove abita il Papa, è risultato positivo al Covid19, sono in corso da questa mattina, a quanto si apprende, i controlli nella stessa residenza. I dipendenti della Segreteria di Stato che possono aver avuto contatti con il monsignore italiano ora al Gemelli, sono convocati per sottoporsi al tampone. Secondo le stesse fonti, lo stesso papa Francesco sarebbe stato sottoposto al tampone ma ancora non se ne conosce l’esito. Alcuni dipendenti vaticani stanno rispondendo alla chiamata e sono smistati per le procedure nell’atrio della residenza di Santa Marta. Altri stanno facendo presente di essere già entrati in regime di isolamento. Il monsignore in servizio alla Segreteria di Stato, trovato ieri positivo al Coronavirus, è ricoverato al Columbus, la clinica gestita dal Policlinico Gemelli individuata come seconda struttura sanitaria Covid-19 a Roma oltre allo Spallanzani

Coronavirus, in Italia picco vicinissimo. In arrivo, intanto, una nuova autocertificazione

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Il picco dell’epidemia di coronavirus in Italia è “vicinissimo” e si presenta “molto largo, una sorta di plateau”, ha detto all’Ansa Fabrizio Nicastro, dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf) e fra gli esperti del ‘Gruppo analisi numerica e statistica dati Covid-19’. Questa è la situazione ad ora, dominata da Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna. “Se un’altra regione importante dovesse esplodere – ha rilevato – è chiaro che la curva si rialzerà”. Intanto, cambia ancora il modulo per l’autocertificazione degli spostamenti. Lo ha detto il capo della Polizia, Franco Gabrielli, a SkyTg24. Su questo, ha spiegato, “sono state fatte ironie, ma cambiano le disposizioni e noi dobbiamo aggiornare il modulo, anche per intercettare” i quesiti che arrivano dai cittadini. In vigore da mezzanotte, poi, l´ultimo decreto con le nuove misure del lockdown: resta il nodo del rapporto governo-regioni, entra l’ipotesi chiusura dei confini, arrivano multe salate per chi sgarra. Il premier Conte, oggi in Senato, annuncia un nuovo provvedimento ad aprile da almeno 25 miliardi e chiede all’Ue di agire subito. Ma le opposizioni attaccano. Berlusconi: siamo in ritardo, serve liquidità e garantire i crediti alle aziende. Intanto, secondo l’Oms, il picco dei contagi in Italia potrebbe essere raggiunto in questa settimana.

Coronavirus, nuova ordinanza di De Luca: quarantena prorogata fino al 14 aprile

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de luca

Con decorrenza dalla data del 26 marzo 2020 e fino al 14 aprile 2020 su tutto il territorio regionale è prorogato il divieto di uscire dalla abitazione, ovvero residenza, domicilio o dimora nella quale ci si trovi, ai sensi e per gli effetti dell’Ordinanza del Ministro della Salute e del Ministro dell’Interno 22 marzo 2020 e del DPCM 22 marzo 2020. Sono ammessi esclusivamente spostamenti temporanei ed individuali, motivati da comprovate esigenze lavorative per le attività consentite, ovvero per situazioni di necessità o motivi di salute”. Così il Presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, che ha firmato stasera una nuova ordinanza. Un’ulteriore misura di restrizione per cercare di evitare ulteriori contagi in Campania.

Coronavirus, curata con Tocilizumab: guarita paziente che era in terapia intensiva al “Cotugno”

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Una delle pazienti trattate con il Tocilizumab all’ospedale Cotugno di Napoli è guarita ed è tornata a casa. Ne dà notizia il team dell’oncologo Paolo Ascierto che insieme al collega infettivologo Vincenzo Montesarchio ha iniziato nei giorni scorsi la cura a Napoli con il farmaco che è ora sperimentato dall’Aifa. La donna, 59 anni, è la prima paziente trattata con il Tocilizumab che torna a casa. Era stata ricoverata in gravi condizioni per una polmonite da Covid 19 a inizio mese. Il 13 marzo è stata trattata con il farmaco anti artrite. Le sue condizioni sono subito migliorate e oggi ha lasciato il reparto di Roberto Parrella del Cotugno. “E’ un ulteriore segnale di attività del farmaco – dice Paolo Ascierto – ma manteniamo il nostro cauto ottimismo”. Una buona notizia che non è un caso isolato, come sottolinea Vincenzo Montesarchio: “Ottimi segnali – afferma – vengono anche dagli altri pazienti trattati”.

Coronavirus, De Luca: “Accelerare sull’esito dei tamponi”

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Il Presidente della Regione Vincenzo De Luca ha verificato questa mattina la situazione reale relativa alla lavorazione dei tamponi. E’ stato rilevato in questi giorni, che in alcuni territori della regione, i tempi di lavorazione dei tamponi sono eccessivamente lunghi, e del tutto incompatibili con la necessità di dare alle persone interessate risposte chiare sulla positività o negatività degli esiti. Il Presidente ha incaricato il Direttore generale del Cotugno, Maurizio Di Mauro, insieme con il Direttore Generale del Dipartimento Salute Antonio Postiglione, di mettere a punto in giornata un piano che consenta di avere i risultati dei tamponi entro e non oltre le 24 ore. “Si ricorda – ha dichiarato il Presidente De Luca – che in Campania siamo partiti con un solo laboratorio, quello del Cotugno, e che abbiamo aperto in questi giorni altri 9 laboratori (Moscati Avellino, San Pio Benevento, Sant’Anna e San Sebastiano Caserta, Policlinico Federico II, Presidio ospedaliero Nola, Istituto Zooprofilattico, Ospedale San Paolo, Azienda Ruggi Salerno, Presidio ospedaliero Aversa). Ma in non tutti i laboratori i tempi di lavorazione sono adeguati. E questo determina un accumulo di arretrato che deve essere immediatamente smaltito. Stiamo lavorando ovviamente ad horas per affrontare tutte le criticità, quando e dove si presentano. Sta per arrivare al Cotugno una nuova e moderna attrezzatura che consentirà di lavorare fino a 800 tamponi al giorno. Stiamo verificando se anche per altri laboratori troviamo tecnologie che ci consentano di accelerare i tempi. Io so che tutto il personale, anche nei laboratori, è stressato. Ma dobbiamo stringere i denti. Se è necessario bisogna fare anche sedute notturne per l’analisi dei tamponi”. A breve sarà presentato al Presidente della Regione il piano di accelerazione di cui è stato incaricato il dott. Di Mauro. “Nel frattempo – ha aggiunto De Luca – stiamo lavorando per ampliare al massimo la dotazione di posti letto anche per i ricoveri ordinari, facendo ogni mattina il punto per accelerare anche i lavori edili necessari. Davvero si sta lavorando al limite delle forze per garantire ai nostri concittadini, pure in una situazione drammaticamente complessa, tutta l’assistenza necessaria”.

Sintomi febbrili per Borrelli, sottoposto ad un nuovo tampone: salta la conferenza stampa di oggi

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Borrelli

Il capo della Protezione Civile Angelo Borrelli ha accusato questa mattina sintomi febbrili mentre era in corso il comitato operativo. Secondo quanto si apprende, al commissario è stato fatto un nuovo tampone per il coronavirus dopo quello negativo di qualche giorno fa e si attende l’esito dell’esame. Intanto, la conferenza stampa prevista per le 18 è stata annullata.

Coronavirus, De Luca: “Sud ad un passo dalla tragedia, il Governo agisca subito”

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regione campania

Il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, ha inviato, questa mattina, una lettera al presidente del Consiglio dei Ministri, al Ministro della Salute, al Ministro degli Affari Regionali ed al Ministro per il Sud. Di seguito il testo della missiva a firma del governatore:

La comunicazione di questi ultimi giorni relativa alla epidemia è gravemente fuorviante. Il richiamo a numeri più contenuti di contagio al Nord, rischia di cancellare del tutto il fatto che non solo la crisi non è in via di soluzione, ma che al Sud sta per esplodere in maniera drammatica. I prossimi dieci giorni saranno da noi un inferno. Siamo alla vigilia di una espansione gravissima del contagio, al limite della sostenibilità. La prospettiva, ormai reale, è quella di aggiungere alla tragedia della Lombardia quella del Sud. Per noi è questione di ore, non di giorni. Abbiamo fatto con migliaia di operatori, sforzi giganteschi per poter reggere. Ma non si può scavare nella roccia con le mani nude. Dobbiamo registrare il fatto che dal punto di vista delle forniture essenziali per il funzionamento dei nostri ospedali, in queste settimane da Roma non è arrivato quasi nulla. Il livello di sottovalutazione è gravissimo. Non si è compreso che gli obiettivi strategici sono due: contenere il contagio al Nord; impedire la sua esplosione al Sud. In queste condizioni, ci avviamo verso una tragedia doppia. Il quadro riassuntivo, per noi, è contenuto in questo prospetto allegato. Dopo aver creato decine di posti letto nuovi per la terapia intensiva, rischiamo di non poterli utilizzare per mancanza di forniture essenziali. Zero ventilatori polmonari; zero mascherine P3; zero dispositivi medici di protezione. A fronte di un impegno ad inviare in una prima fase 225 ventilatori sui 400 richiesti, e 621 caschi C-PAP, non è arrivato nulla. Questi sono i dati. E dunque, non si può non rilevarlo in maniera brutalmente chiara. So che la situazione è difficile per tutti. Non voglio alzare i toni. Ma non posso non dire che per quello che ci riguarda, ci separa poco dal collasso, se il Governo è assente. Mi auguro che almeno i numeri rendano evidente la drammaticità della situazione. Si rischia di vanificare un lavoro gigantesco che ci ha consentito di reggere, in una realtà della cui complessità non è il caso di parlare oltre, e di offrire anche al Paese una terapia farmacologica utile. Permanendo questa nullità di forniture, non potremo fare altro che contare i nostri morti”.

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