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Sport - page 16

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Universiadi a Napoli, il commissario Latella è preoccupato: ma non si può rischiare il flop

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Un evento stupendo che rischia di essere un flop clamoroso. Non si può sbagliare e Napoli lo sa bene, preparandosi con lentezza ma immensa voglia alle prossime Universiadi 2019. Tanto ancora da fare ed il tempo stringe, così come conferma l’allarme preoccupato lanciato oggi dal commissario Latella: “Il periodo di limbo tra il decreto di nomina del commissario e l’approvazione della Corte dei Conti non è stato inutile, lo abbiamo trascorso predisponendo gli atti per iniziare subito un’impresa che, lo dico subito, non è facile”.  Luisa Latella, insediata ufficialmente nei giorni dopo l’ok della Corte dei Conti, è così intervenuta in gamba tesa alla seduta della Commissione Universiadi del consiglio comunale di Napoli. Qualche preoccupazione per il percorso di Napoli in questa nuova affascinante avventura dove c’è da stringere i tempi.

Nicola Turco: “Estraneo alla Volalto Ssd Arl. Ho ereditato una squadra già compromessa ma dal prossimo anno la musica cambierà”

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Dopo le notizie della richiesta di fallimento e altro per la Società Volalto SSD arl, i cui soci sono Agostino Barone ed Antonio Attimonelli, Nicola Turco, il Presidente della squadra e in lega e non della società in questione (come da contratto tra Turco e la VolAlto,ndr), ha ritenuto doveroso per i tifosi e per i casertani in primis, chiarire questa spinosa situazione in cui, suo malgrado, si è venuto a trovare.

Ricordiamo, infatti, che ad inizio settembre 2017, quando già la società Volalto SSD arl era molto compromessa ed indebitata a tal punto da non poter sostenere il campionato 2017/2018, Nicola Turco ha preso in carico solo ed esclusivamente la squadra di pallavolo di serie A2 F quando peraltro non era già più possibile, per le regole fipav e lega, cambiare assolutamente nulla.

Si è trovato, dunque, un pacco preconfezionato con una squadra mal costruita dalla precedente gestione, sotto numero, costitutita da giocatrici giovanissime non pronte ad affrontare le pressioni di una serie A2 da titolari.

Ben sapendo che il suo lavoro sarebbe stato duro, con la sua tenacia ha voluto caparbiamente portare avanti la squadra facendosi carico di tutti gli impegni economici inerenti al campionato, alle atlete e allo staff, senza avere assolutamente nulla a che fare e a che vedere con la società Volalto SSD arl.

Oggi, in seguito alle vicende giudiziarie che stanno travolgendo, ribadiamo, la società Volalto SSD arl, dunque Nicola Turco chiarisce a tutti la sua posizione con un intervento che vuole ancora una volta sottolineare il grande lavoro fatto per la squadra di pallavolo Golden Tulip Volalto Caserta e la sua totale estraneità alla società Volalto SSD ARL, i cui soci sono esclusivamente Agostino Barone ed Antonio Attimonelli:
“Ho preso la guida di questa squadra il primo settembre del 2017- afferma Nicola Turco- e da quel giorno ho lavorato quotidianamente per questa squadra, mettendoci tanti soldi, anche a fronte di sorprese decisamente inaspettate. Personalmente mi sono preso cura di portare avanti la squadra, le atlete e lo staff, non la società come da contratto. Ho più volte sottolineato questo concetto, chiarendo a fondo e molto bene che non ho nulla a che vedere con questa società e con le sue vicissitudini. Da quando ho preso in carico la squadra, ho fatto praticamente tutto da solo. Ho ereditato una squadra della quale ben sapete la genesi, una squadra oggettivamente giovane non pronte a disputare la serie A2 da titolari, una squadra che non ho potuto fortificare in nessun modo perché dal mercato, nonostante fossimo pronti a investire cifre importanti abbiamo ricevuto solo secchi no e tutti generati dal fatto che nessuno voleva avere rapporti con la società VolAlto SSD arl che tutti conoscevano e sapevano tranne io. Nonostante tutto, non ho mai mollato, nemmeno davanti a tante sconfitte a cui onestamente non sono abituato.”

Turco sottolinea inoltre: “ Ho onorato tutti gli impegni economici e così farò sino a 8 Aprile come da contratto sottoscritto all’inizio tra me e la Volalto. Le difficoltà attuali e la mala gestio della società non ci toccano, non scalfiscono minimamente il nostro percorso. Noi abbiamo preso un impegno con la città di Caserta e lo portiamo avanti. L’anno prossimo saremo presenti ancora ai nastri di partenza della serie A2 lo faremo con una nuova società, con una nuova squadra di cui abbiamo già optato il titolo e di cui abbiamo già versato l’acconto. La serie A resterà a Caserta. Chiudo e mi riservo di adire le vie giudiziarie contro chi millanterà bugie e cattiva informazione. Non sono abituato a dire “sono stato truffato o sono vittima”  ma al mio posto e allo stato attuale sicuramente altri agirebbero diversamente. Il campionato di quest’anno arriverà alla fine, state sereni!!!

Poi dal prossimo anno ci saranno solo vittorie e soddisfazioni per tutti, tifosi e casertani!

ORA BASTA! Solo una multa all’Inter per i cori razzisti e di discriminazione territoriale ai danni dei napoletani

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Impossibile non sentirli, impossibile non storcere il naso. Il catino di San Siro nel suo punto più caldo, la curva Nord, domenica in occasione di Inter-Napoli, si è resa protagonista di uno spettacolo sportivo davvero bruttissimo. Continui cori razzisti e di discriminazione territoriale ai danni di Napoli e dei napoletani, che nulla hanno a che fare con il calcio e la goliardia. Fa ancor più male perché sono giunti anche subito dopo il minuto di raccoglimento in ricordo della scomparsa di Davide Astori.

Questo scempio non è scappato alle orecchie del giudice sportivo ma qualcosa, anzi, più di qualcosa da dire e da ridere purtroppo c’è. E’ stata infatti comminata solo una multa alla società nerazzurra, con questa motivazione: «Ammenda di € 15.000 alla società Internazionale per avere i suoi sostenitori assiepati al 2° anello verde, per la quasi totalità, al 1°, 2° e 10° del primo tempo, intonato cori insultanti di matrice territoriale nei confronti dei sostenitori della squadra avversaria; recidiva specifica». E questa recidiva, ha solo valore di 15.000 euro? Si chiudano i settori e si usi la mano pesante e che l’orecchio non diventi da mercante: assumetevi le vostre responsabilità, ORA BASTA!

Per la festa della donna nasce la prima Barbie juventina!

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Bella iniziativa di Barbie per la festa della donna 2018. Nascono delle nuove bambole ispirate alle donne reali caparbie, semplici, di carattere:  personalità femminili del passato e del presente che rappresentano al meglio dei veri modelli a cui ispirarsi. Si chiamano Shero: prime ballerine, registe, chef, pittrici ed anche una calciatrice, il capitano della Juventus femminile Sara Gama. “Siamo orgogliosi di presentarvi la nuova Barbie ispirata a Sara Gama, capitano della squadra femminile della Juventus e della nazionale femminile italiana. Una grinta in grado di ispirare ogni bambina a perseguire sempre i propri sogni! #Shero si legge sui social ufficiali di Barbie. Le bambole, moderne e bellissime, non sono però ancora in vendita ma già spopolano di like sui social, al di là dei colori di appartenenza. Sara infatti è anche la punta di diamante della Nazionale italiana femminile ma hanno preferito vestirla con la casacca bianconera. Grande strategia di marketing? Ah saperlo…

“Chi combatte rischia di perdere ma chi non combatte ha già perso”. Ma Sarri lo sa?

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“Tu oggi provaci, non si sa mai”. 

Le scorie di Napoli-Roma sono ancora ben palpabili nell’aria. Si parla di un nuovo patto scudetto tra Sarri e la squadra, del discorso motivazionale di Lorenzo Insigne ai compagni ma ciò che aleggia all’ombra del Vesuvio è un po’ di sana paura reverenziale, timore, che il sogno cullato da inizio stagione possa infrangersi, scoppiare come una bolla di sapone. lecito pensarlo ma non da Napoli-Roma, bensì dall’inizio del campionato. Perché quando si gareggia, si lotta, la vittoria così come la sconfitta non è mai scontata, ancor più quando al tuo fianco, alle spalle, c’è la specialista Juventus, che non molla nulla da sei anni, con una squadra di stelle. Si sa anche, che dati alla mano è il Napoli a dar fastidio al cammino della Juve, la variabile impazzita, la sorpresa, la regina, la Cenerentola, non il contrario. Si è tornati un po’ più sulla terra, com’è giusto che sia, ma da qui alla resa dei conti ci sono altre 11 giornate. Cosa fare? Nulla. Solo ritrovarsi e pensare a queste storiche parole. “Chi combatte rischia di perdere ma chi non combatte ha già perso”. Sarri, tu lo sai? Ci pensi quando a caldo, parli nel post partita? Non si tratta di essere venditori di fumo ma di caricare squadra, ambiente, piazza anche dopo una sconfitta, strana, casuale, che può capitare, anzi, doveva prima o poi ricapitare nell’arco di un’intera stagione. Su, Maurizio. Incazzati, sbraita, regala sorrisi, miracoli: mai bandiere bianche. Tutto può succedere: gli scudetti si vincono e si perdono anche all’ultima giornata: fino ad allora però, coltello tra i denti ed ogni gara come se fosse una battaglia. La resa dei conti poi si farà a guerra finita.

GOLDEN TULIP VOLALTO CASERTA: esonerati Monfreda e Della Volpe, panchina affidata nuovamente a Madonna e Campolattano

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La VolAlto Caserta comunica di aver sollevato dall’incarico di capo allenatore Massimo Monfreda e, contestualmente, il suo vice Paolo Della Volpe. La guida tecnica della prima squadra è stata affidata ad Arcangelo Madonna ed al suo assistente Salvatore Campolattano, che così ritornano sulla panchina rosanero dopo l’esperienza di sette partite vissuta nel girone di andata. (dalla 11^ alla 17^ giornata). Con Madonna e Campolattano, lo staff tecnico si va a completare con il ritorno del preparatore atletico Vincenzo Ascione.

Coppa Italia pallavolo femminile, grande successo del Presidente Fabris e della Master Group del Dott. Carnevali

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Finale da sold out!!! La pallavolo serie A Femminile cresce a dismisura grazie al lavoro certosino e giornaliero di Mauro Fabris. Organizzazione dell’evento curato alla perfezione dalla Master Group Sport proprietà Giovanni Carnevali amministratore delegato anche del Sassuolo Calcio. Pallavolo femminile il futuro sport nazionale!!!

Napoli, flop di Coppe: colpe o virtù?

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Una sconfitta inaspettata ma neanche troppo: il Napoli si lecca le ferite dopo il pesante ko interno nella gara di andata dei sedicesimi di finale di Europa League contro il Lipsia (1-3) ed è ad un passo dal salutare la competizione europea. Un cammino più che negativo nelle coppe stagionali: eliminazione ai gironi di Champions, al terzo posto; scivolone ancora a Fuorigrotta ai quarti di Coppa Italia ai danni dell’Atalanta ed ora anche in Europa League. L’obiettivo primario è il campionato, non c’è dubbio, ma i tifosi non chiedevano di certo la finale, bensì onorare l’impegno in maniera differente. Una prestazione senza arte né parte, con una squadra che può contare in maniera affidabile su 15 elementi della rosa, nonostante a mancare sia stato l’approccio mentale anche dei titolarissimi.
Di chi sono quindi le “colpe”? Di una squadra non matura nell’affrontare al top ogni competizione? Di un direttore sportivo che non ha mai completato un organico che punta allo scudetto, per permettergli inoltre di affrontare più sfide e di poter schierare un Napoli B ugualmente competitivo? Di un allenatore che non riesce ancora ad inculcare le giuste motivazioni extra campionato? O forse, è giusto questo percorso, è giusto fare all in sul campionato…sperando vada bene e di non ritrovarsi con un pugno di mosche. Ai posteri, anzi, al campo, l’ardua sentenza…

Il presidente della Lega Pallavolo A femminile Mauro Fabris ospite di Nicola Turco e della Volalto

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Giornata importante quella vissuta oggi, lunedì 5 febbraio, dalla Golden Tulip VolAlto Caserta. Il club guidato dal presidente Nicola Turco ha ricevuto, infatti, la visita del presidente nazionale della lega Pallavolo serie A Femminile, Mauro Fabris. Per la prima volta la più alta carica della Lega è stata ospite del club di Terra di Lavoro. Una cosa resa possibile grazie all’incessante lavoro portato avanti dal massimo dirigente rosanero, un lavoro a 360 gradi volto a far divenire la VoLAlto club di spessore sempre più importante. In mattinata il presidente Turco ha condotto Fabris a Castel Volturno. Allo studio la possibilità di ospitare qui una tappa del prestigioso Lega Volley Summer Tour, lo spettacolo del beach volley che ogni estate è ospitato da alcune delle più importanti spiagge della penisola. Poi, il massimo dirigente rosanero e Fabris sono stati ricevuti dal sindaco di Caserta, Carlo Marino. Il primo cittadino ha esposto a Turco ed al numero uno di via Copernico il progetto riguardante la costruzione del palazzetto dello sport interamente dedicato alla pallavolo, un progetto che va in parallelo con il progetto volaltino di puntare alla serie A1. Infine, la visita ai nuovi studi di Tele Prima. Qui Fabris ha “colloquiato” con il massimo dirigente della VolAlto ospite di una puntata speciale di “Passsione VoLAlto” in onda questa sera alle 21:30 canale 91 dgt.
Tanti i temi affrontati. Si è parlato della riforma dei campionati tanto voluta dalla Federazione, ma che trova forte opposizione a livello di Lega e sulle cui posizioni la VolAlto è in perfetta sintonia con Fabris.
“Già in sede di Consiglio Federale ho ribadito l’inutilità di continuare a proporre per i prossimi anni la A2 a 20 squadre (con doppio girone) visti i risultati di iscrizione degli ultimi anni – ha detto il presidente della Lega –  l’anno scorso, ci siamo opposti alla pianificazione della Fipav di portare dal Campionato 2017-2018 la Serie A2 a 20 squadre e chiedemmo di di rimanere con la serie A2 a girone unico a 14 squadre. L’impostazione data dalla Lega Femminile sul rigore dei bilanci delle società di Serie A, la realtà esistente delle squadre attualmente in serie A2 e l’analisi dei costi e dei benefici confermavano che si era intrapreso un percorso virtuoso che aveva portato un maggiore interesse dei media e degli sponsor e un aumento del pubblico. La Lega aveva la convinzione che fossero necessarie almeno un paio di stagioni di assestamento della vecchia composizione dei due massimi Campionati per evitare che si generassero troppe rinunce da parte delle neo promosse e un conseguente impoverimento tecnico dei Campionati, con un forte rischio di diminuzione di interesse generale al nostro movimento”.
Una eventuale modifica dei tornei comporterebbe secondo Fabris. “Un abbassamento generale del livello tecnico in quanto si sono inserite molte nuove squadre dalla Serie B1 e circa 100 nuove atlete. Una disparità tecnica nella divisione dei gironi. Innalzamento dei costi delle atlete: con l’aumento della domanda al fine di soddisfare le esigenze di 20 squadre, le buone atlete adatte per la A2 sarebbero contese da più Club. La perdita della caratteristica nazionale del Campionato”. A chi obietta che così si potrebbe anche risparmiare sulle trasferte, Fabris, trovando piena sponda anche in Turco specifica che “sarebbe un risparmio irrilevante, perché la divisione geografica penalizzerebbe alcuni Club rispetto ad altri e in ogni caso la formula del Campionato con fasi a incroci tra i due gironi determinerebbe trasferimenti in tutta la penisola”.

“Senza contare il discorso sponsor nazionali  – aggiunge invece Turco – che sarebbero poco propensi ad investire su di un campionato settorializzato da un punto di vista geografico”. Nota dolente anche il capitolo straniere. “Credo che un’analisi sul risultato che la Nazionale non ha colto agli Europei non possa essere ridotta alla questione straniere sì, straniere no. La fortuna non ci ha aiutato e siamo stati eliminati da una delle favorite. Quando si comincia con l’invocare l’autarchia, non si sa dove si finisce. E in ogni caso è inimmaginabile pensare di chiudere le frontiere per evitare che atlete di altri paesi vengano in Italia ad imparare. L’Italia ha vinto tanto in campo internazionale quando non c’erano limiti all’utilizzo delle straniere in campionato. A mio avviso più è competitivo il campionato, maggior beneficio ne avrà la Nazionale. Un torneo dove le atlete italiane, come i giovani talenti che hanno conquistato due Mondiali Under 18 di fila, possano misurarsi e crescere”.
 Limitare le straniere, argomenta il massimo dirigente della Lega, significa, anche  “precluderci la possibilità di crescere, a svantaggio della platea crescente degli appassionati e del ruolo del volley italiano nel mondo. Pensare all’autarchia provocherebbe un insostenibile aumento dei costi per i Club. lo sono convinto che i nostri sponsor e i proprietari dei nostri club, di fronte alla limitazione nell’ingaggio di atlete straniere, ridurrebbero gli investimenti, con un impoverimento generale del movimento. Insomma l’autarchia va evitata, perché non è vantaggiosa e certo non ci potrà far vincere medaglie olimpiche”.
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