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Campania

posts delle notizie della Campania

Partita a Palmi, Soverato contro Volalto 2.0: l’antimafia calabra vedrà la partita?

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Calabria: operazione volley. A Palmi si gioca il ritorno di play off tra Soverato e Volalto 2.0. Si gioca a Palmi e non a Soverato perché il Palazzetto non è a norma per i play off. Partita tranquilla e tifosi nel mirino. Minima scorrettezza e scatta operazione legalità? L’antimafia sul pezzo? Ah saperlo…

Incredibile a Riva Fiorita, l’acqua diventa verde: scatta l’allarme sversamento tossico

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Allarme a Napoli. E’ stato segnalato un liquido verde nello specchio d’acqua di Riva Fiorita, a Posillipo. L’acqua del mare ha cambiato improvvisamente colore e si sospetta possa trattarsi di uno sversamento tossico. La denuncia arriva dal consigliere regionale dei Verdi Francesco Emilio Borrelli e dal consigliere comunale del Sole che Ride Marco Gaudini. “Si tratta del secondo caso dell’anno dopo lo sversamento nel porticciolo di Mergellina dello scorso gennaio – dichiarano in una nota -. Abbiamo sollecitato l’Arpac ad intervenire per campionare il liquido e valutarne l’eventuale tossicità. La situazione è stata evidenziata anche alle forze dell’ordine e alla Capitaneria di Porto. Gli autori di questo scempio, qualora si profilino delle responsabilità di qualsiasi tipo, dovranno essere puniti con la massima severità”.

Giornata mondiale dell’acqua, arriva il report di Legambiente: nel mirino il fiume Sarno

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Acque troppo spesso inquinate, sprecate, e poco tutelate. Fiumi, laghi e falde della Penisola che non godono di buona salute e che sono minacciati dall’inquinamento chimico, da attività agricole non sostenibili e da quelle industriali, dalla maladepurazione che si ripercuote sui corpi idrici. Storie che Legambiente ha raccolto nel report “Buone e cattive acque” e che ben rendono l’idea, come la storica vertenza che accompagna il fiume Sarno, un bacino di 540 chilometri quadrati in cui insiste una popolazione che di circa un milione di abitanti: 39 comuni distribuiti nelle province di Napoli, Salerno e Avellino. Quella del Sarno è una storia di inquinamento civile, agricolo ed industriale, di dissesto idrogeologico, di forti modifiche date da interventi di rivestimento e tombatura degli alvei, di rettifica delle anse, derivazioni e captazioni, anche abusive, alle sorgenti.

Legambiente, in vista della giornata mondiale dell’acqua, ha disegnato una mappa dell’Italia che raccoglie non solo storie di “cattive acque”, ma anche buone pratiche e storie di “acque salvate” che mettono al centro la tutela di questa preziosa risorsa: come ad esempio Volontari per Natura, il grande progetto nazionale di citizen scienze che coinvolge volontari di tutta Italia attraverso cinque campagne di monitoraggio, tra cui quella sulla qualità dell’acqua che riguarderà anche il Sarno, dove i diversi circoli di Legambiente da anni coinvolgono attivamente la cittadinanza per sensibilizzare e denunciare lo stato in cui versano le acque del fiume.

Obiettivo del report dell’associazione ambientalista è quello di richiamare l’attenzione sul problema dell’inquinamento dei corpi idrici e sull’importanza e l’urgenza di mettere in campo una efficace tutela e corretta gestione della risorsa idrica e dei corsi d’acqua che risentono, sempre più, dei cambiamenti climatici e dei fenomeni estremi di siccità come quella registrata nell’estate del 2017. Recentemente la stessa Commissione Europea ha ribadito all’Italia la necessità di tutelare le acque interne e costiere e di dare piena attuazione alla direttiva quadro sulle Acque 2000/60, che stabilisce parametri e criteri per classificare i corpi idrici, superficiali e profondi, in “classi di qualità” per lo stato ecologico, chimico, e quantitativo e ne chiede il raggiungimento o il mantenimento del buono stato ecologico entro il 2027. Obiettivo che, nonostante la scadenza posticipata rispetto al 2015, termine previsto inizialmente, resta ambizioso e soprattutto non più rimandabile se si vuole evitare di mettere a repentaglio la disponibilità della risorsa idrica di buona qualità per gli ecosistemi e le persone.

A parlare chiaro sono i dati. In base ai monitoraggi eseguiti per la direttiva Quadro Acque, nel quinquennio 2010-2015 lo stato attuale dei corpi idrici italiani – secondo gli ultimi dati Ispra – vede nella Penisola solo il 43% dei 7.494 fiumi in “buono o elevato stato ecologico”, il 41% al di sotto dell’obiettivo di qualità previsto e ben il 16% non ancora classificato. Non va certamente meglio per il Sarno: tutti i corpi idrici in questione – il Sarno e i suoi affluenti – sono in deroga per l’obiettivo non raggiunto di buono o elevato stato ecologico (per maggior dettaglio: solo uno stato sufficiente; la maggior parte in stato scarso; due in stato cattivo).

«Il disinquinamento del Fiume Sarno e il suo bacino idrografico è una vertenza storica di Legambiente iniziata più di 30 anni fa – aggiunge Antonio Giannattasio, Segreteria di Legambiente Campania -. Uno dei punti fondamentali, oltre al contrasto degli sversamenti illegali e all’abbandono dei rifiuti, è il completamento di un sistema depurativo efficiente (impianti, reti di collettamento, reti fognarie). Il cambiamento necessario passa inoltre anche attraverso alcune parole chiave come riqualificazione dei corsi d’acqua e rinaturalizzazione delle sponde, contrasto all’impermeabilizzazione dei suoli, miglioramento del trattamento di depurazione e implementazione del riutilizzo delle acque a 360° (dai fini industriali a quelli irrigui e domestici), rafforzamento dei controlli ambientali, innovazione e completa attuazione delle direttive europee».

Nell’ultimo dossier di Legambiente “Goletta del fiume Sarno” presentato il 18 gennaio 2018 a Salerno, si registra la situazione sempre critica del Bacino del Sarno. Dei 16 punti indagati lungo l’intero bacino del Fiume Sarno, compresi i Torrenti Cavaiola, Laura e Solofrana, tra il 26 e il 29 settembre 2017, 10 non raggiungono una qualità sufficiente avendo totalizzato punteggi che gli assegnano uno stato di qualità “Scarso” per 4 punti e uno stato “Cattivo” per altri 6. Soltanto 6 campioni raggiungono una qualità sufficiente o superiore, di questi 2 raggiungono punteggi tali da avere assegnato uno stato di qualità “Sufficiente”, 3 lo stato “Buono” e soltanto 1 quello “Elevato”. Nel grafico successivo sono rappresentati in termini percentuali gli stati di qualità dei 16 punti del Bacino del Sarno oggetto della campagna di monitoraggio.

Più in generale, è il quadro complessivo dei servizi idrici in Campania a non essere entusiasmante: mentre sul fronte acquedottistico il servizio, al netto delle evenienze di carenza stagionale e di ricorrenti sospensioni connesse a cedimenti/rotture delle reti, rileva una copertura territoriale soddisfacente, sul fronte depurativo la situazione è decisamente critica, con un’ampia quota della popolazione affatto servita per carenze infrastrutturali o sebbene servita non ai livelli previsti dalla legge per l’inadeguata funzionalità e/o conduzione dei sistemi di trattamento degli scarichi.

Autostrada Napoli-Salerno, un cavallo in fuga si schianta contro un camion e muore sul colpo

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Incredibile incidente occorso sull’Autostrada Napoli-Salerno. Un cavallo in fuga si è schiantato contro un camion mentre correva contromano dopo essere fuggito da un maneggio, tra l’altro non nuovo a problemi del genere, perdendo la vita sul colpo. Lo scorso novembre il medesimo tipo di incidente si verificò a Ponticelli ed anche in quel caso il cavallo perse la vita.

“Nella maggior parte dei casi – dichiarano Borrelli e Peretti dei Verdi – gli equini sono custoditi da persone che non posseggono le giuste competenze. Spesso e volentieri, poi, sono alloggiati in luoghi che non dispongono dei dispositivi di sicurezza atti ad impedirne la fuga. A tali problematiche si aggiunge il fenomeno delle corse clandestine in cui i cavalli vengono fatti correre fino allo stremo dopo essere stati sottoposti a trattamenti dopanti. Sollecitiamo l’Asl – concludono – e le strutture competenti a compiere una serie di verifiche a tappeto nei maneggi e nelle scuderie per vagliare le condizioni di salute degli animali e il rispetto delle condizioni di sicurezza imposte dalla legge al fine di evitare il ripetersi di tragedie del genere”.

ULTIMISSIMA – Il Napoli tira un sospiro di sollievo, David Ospina dimesso dall’Ospedale: la diagnosi

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Il portiere del Napoli David Ospina è stato dimesso questo pomeriggio dalla Clinica Pineta Grande dove era stato ricoverato ieri sera per una serie di accertamenti e visite specialistiche. Tutti gli esami risultano negativi. Le visite hanno escluso qualunque problema. La diagnosi è di crisi vagale risoltasi nel giro di poche ore. Al calciatore sono stati consigliati alcuni giorni di riposo e non risponderà alla convocazione della propria Nazionale.

Fonte e foto SSC Napoli

ULTIMISSIMA – Tratta degli schiavi, maxi operazione dei Carabinieri a Salerno

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In vari comuni della provincia di Salerno e in altre località del territorio nazionale, stamane si è dato il via ad una vasta operazione dei Carabinieri del comando provinciale di Salerno nei confronti di alcune persone accusate di associazione per delinquere finalizzata al favoreggiamento e sfruttamento dell’immigrazione clandestina, riduzione in schiavitù, tratta di persone e altro, con l’aggravante del reato transnazionale. Circa duecento militari, con l’ausilio di unità cinofile e il supporto aereo, hanno eseguito un’ordinanza applicativa di misure cautelari, emessa dal gip del Tribunale di Salerno, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia.

Arresti tra Napoli e Caserta, scacco alla piazza di spaccio

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Nella mattinata di oggi a Sessa Aurunca, Ottaviano e Galvano (NA), i militari della Stazione Carabinieri di Baia Domizia (CE), in esecuzione di ordinanza di custodia cautelare emessa dall’Ufficio G.I.P. del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, su richiesta di
questa Procura della Repubblica, traevano in arresto tre soggetti resisi responsabili dei reati di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti del tipo cocaina ed hashish, consumati in Sessa Aurunca e Cellole (CE) nel periodo dal 2016 al 2018. Le indagini, dirette dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere e delegate ai militari della Stazione Carabinieri di Baia Domizia (CE), hanno permesso di accertare che gli indagati avevano organizzato una fiorente piazza di spaccio in Sessa Aurunca, in Baia Domizia ed in Cellole, il cui fulcro ruotava intorno a due attività commerciali, entrambe riconducibili al BOCCIA Raffaele – il quale si avvaleva della collaborazione determinante del figlio Francesco – e di PICCOLO Pamela, impiegata quale commessa nel suo negozio di abbigliamento ubicato in Cellole. Questi esercizi commerciali erano divenuti punti di riferimento per gli assuntori di stupefacenti che quotidianamente, a mezzo telefono, si rivolgevano al BOCCIA Raffaele, chiamandolo con appellativo di copertura (“ZIO RAF”), termine utilizzato per far cogliere lo scopo delle comunicazioni, come volte all’acquisto di stupefacente.

Il BOCCIA Raffaele provvedeva direttamente – ovvero indirettamente -, tramite il figlio
Boccia Francesco e la commessa PICCOLO Pamela, alla consegna dello stupefacente.
Veniva tenuta anche una contabilità, parallela rispetto alle attività commerciali, illecita,
connessa al calcolo delle transazioni di droga. Attraverso numerosi servizi di osservazione controllo e pedinamento e una costante opera di monitoraggio telefonico delle utenze utilizzate usate dai soggetti indagati, era possibile effettuare alcuni riscontri e acquisire decisivi elementi in ordine ai delitti, ricostruzione confortata anche attraverso l’audizione degli acquirenti: venivano infatti escusse circa 40 persone che confermavano di aver acquistato dagli indagati in più occasioni ed in tempi diversi sostanze stupefacenti del tipo “cocaina” ed “hashish. All’esito delle formalità di rito, il BOCCIA Raffaele veniva tradotto presso la Casa
Circondariale di Santa Maria C.V. mentre il figlio BOCCIA Francesco e dipendente del suo
negozio di abbigliamento denominato Occhi d’Argento PICCOLO Pamela, sono stati sottoposti
alla misura cautelare degli arresti domiciliari.

Nuovi sequestri della DDA di Napoli, nel mirino le ville e le attività del clan dei casalesi

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La Direzione investigativa antimafia di Napoli sta eseguendo un decreto di sequestro preventivo emesso dal giudice per le indagini preliminare del Tribunale di Napoli su richiesta della locale Direzione distrettuale, che riguarda due ville e un’attività commerciale ubicate in Casapesenna (Ce) e riconducibili a familiari del capoclan dei casalesi, Michele Zagaria, dal valore complessivo di circa tre milioni di euro. Nel corso dell’operazione sono state anche eseguite alcune perquisizioni domiciliari. Sono otto le persone indagate. Per la gestione dei beni sequestrati – due ville e un negozio che vende capi di abbigliamento – è stato nominato un amministratore giudiziario.

Napoli, sgominata gang specializzata in rapine ai furgoni

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Sono accusate di tre rapine consumate e una tentata ai danni di autotrasportatori le sei persone, residenti ad Arzano e Casoria ed Orta di Atella nel casertano, finite in carcere su ordine del Gip del Tribunale di Napoli Nord. Le rapine sono state commesse tra ottobre e novembre 2018 nell’hinterland napoletano. E’ emerso che le vittime venivano fatte fermare a bordo del mezzo dal gruppo di banditi che erano tutti armati; poi erano costrette a scendere e a salire sull’auto dei malviventi per poi essere liberati in altri luoghi. Come scrive Il Mattino, la gang inoltre, reperiva facilmente depositi dove custodire la merce rapinata e ricettatori cui venderla.

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