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Botta e risposta De Magistris-De Luca al Teatro San Carlo

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Ancora gelo tra il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca ed il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris oggi al Teatro San Carlo alla presentazione della stagione. Nessuna stretta di mano di saluto tra i due rappresentanti istituzionali che si sono poi accomodati. Tra loro la Soprintendente Rosanna Purchia. Le due cariche della città di Napoli, come sempre non se le mandano a dire. “I numeri parlano: negli ultimi tre anni la Regione ha stanziato 12 milioni e il Comune di Napoli 700 mila euro, risorse che bastano per una sagra, non per il San Carlo – tuona De Luca -. Bisogna cominciare a parlare chiaro e guardare in faccia la realtà. C’è assoluta necessità  che ogni istituzione dia il proprio contributo al di là di quello che fa la Regione, altrimenti il San Carlo farà fatica ad andare avanti. Con il Comune di Napoli sul San Carlo parliamo da tre anni, si tratta solo di leggere i numeri e cercare di correggere quello che non va. Non si va avanti a botte di chiacchiere e demagogia, si va avanti facendo gli amministratori seri”. Poi ancora le Universiadi: “Siamo in Italia e sono bizzarre certe corrispondenze: chi non caccia un euro parla e alza pure la voce ma questo fa parte della tradizione teatrale del ‘700. Non abbiamo bisogno di fare cose irragionevoli e non rispettose dei nostri beni”.

Piccata la risposta di De Magistris: “È davvero molto squallido da parte di un uomo delle istituzioni, e in un luogo così alto come il San Carlo, scadere pubblicamente in un livello così basso e dicendo delle falsità. De Luca ormai fa comizi e campagne elettorali perenni. “E’ come chiedere a Paperino di mettere gli stessi soldi di Paperon dei Paperoni. Le affermazioni di De Luca sono gravi perché quelle risorse sono fondi europei e non di bilancio regionale. Universiadi? Capisco che De Luca non accetti le regole: non è De Magistris ma la Fisu e la cabina di regia che hanno preso questa decisione. E forse la nostra presenza ha sventato operazioni tutt’altro che condivisibili, cioè dare 30-40 milioni così a qualche titolare di navi”.