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Notix - page 52

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Esonda nuovamente il fiume Idice, nel Bolognese: ordinata l’evacuazione delle strade vicino agli argini

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Maltempo: Vigili del Fuoco ancora al lavoro nel Bolognese

Il fiume Idice è nuovamente esondato nel Bolognese, nel territorio di Budrio già colpito domenica.

A darne notizia è il Comune di Budrio, anche sui social, ordinando l’evacuazione immediata di strade in prossimità degli argini. Il nuovo innalzamento del livello del fiume è stato provocato dalle piogge della notte. La fuoriuscita di acqua dalla ‘falla’ è, a quanto si apprende, di portata inferiore a quella di due giorni fa. Al lavoro diverse squadre di vigili del fuoco, protezione civile, forze dell’ordine e volontari.

ArcelorMittal, perquisizioni e sequestri tra Taranto e Milano. L’accusa: distratti beni fallimento Ilva

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>>>ANSA/  PER L'EX ILVA TRATTATIVA SUL FILO, GOVERNO LAVORA A PROPOSTA

Sono in corso, da questa mattina, perquisizioni e sequestri da parte della Guardia di Finanza negli uffici di Taranto di Arcelor Mittal.

Il blitz è scattato su delega della Procura di Taranto, nell’ambito dell’inchiesta avviata dopo l’esposto presentato dai commissari dell’ex Ilva in amministrazione straordinaria.
Perquisizioni anche negli uffici milanesi di ArcelorMittal, in via Brenta, nell’ambito dell’inchiesta della Procura di Milano, invece, per distrazione di beni da fallimento.
Allo stato il fascicolo con ipotesi di reato è a carico di ignoti.

Tra i documenti contabili che la Guardia di Finanza di Taranto sta acquisendo negli uffici dello stabilimento siderurgico ArcelorMittal, invece, ci sono quelli che riguardano l’acquisto delle materie prime e la vendita dei prodotti finiti, considerando le ingenti perdite segnalate dalla multinazionale rispetto alla gestione commissariale.

L’inchiesta è coordinata dal procuratore di Taranto, Carlo Maria Capristo, con l’aggiunto Maurizio Carbone e il pm Mariano Buccoliero.

Corruzione all’Ortomercato di Milano, arrestato il direttore generale: domiciliari anche per altri due indagati

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Ortomercato

E’ finito agli arresti domiciliari il direttore generale della Sogemi, Stefano Zani, nell’ambito dell’inchiesta su una presunta corruzione all’interno dell’Ortomercato di Milano. La società di cui è a capo è controllata dal Comune e gestisce i mercati all’ingrosso di Milano, la realtà produttiva più grande d’Italia che ha un giro d’affari di due miliardi e mezzo di euro.
Zani era già stato indagato per corruzione e turbativa d’asta nell’ambito dello stesso procedimento per una presunta tangente da 2mila euro consegnata da “una delle cooperative che gestiscono il facchinaggio all’interno dell’Ortomercato”. Domiciliari anche agli altri due indagati nell’inchiesta milanese: Giorgio Gnoli e Vincenzo Manco. Il primo è l’amministratore della “Ageas Impresa Consortile Lombarda srl”, una delle società che si occupano di facchinaggio nell’Ortomercato; Manco è un dipendente della cooperativa, a cui viene contestata anche l’istigazione alla corruzione.

Open Arms, l’ex ministro dell’Interno Matteo Salvini indagato a Palermo

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Matteo Salvini iscritto nel registro degli indagati dalla Procura di Agrigento, per sequestro di persona e omissioni di atti d’ufficio per il caso Open Arms: questa la notizia dell’ultima ora che vede al centro della cronaca giudiziaria il leader della Lega ed ex ministro dellInterno. L’accusa riguarda il caso dei 164 migranti salvati il primo agosto scorso dalla Open Arms, a cui fu vietato dall’allora ministro dell’Interno l’ingresso nelle acque italiane. La nave rimase 20 giorni ferma davanti a Lampedusa, poi furono i pm, in seguito a un’ispezione a bordo, a ordinare lo sbarco d’urgenza. Il fascicolo è già stato trasmesso alla Procura di Palermo, competente a valutare le ipotesi di reato che dovranno essere sottoposte al Tribunale dei Ministri: entro 15 giorni l’ufficio giudiziario guidato da Francesco Lo Voi dovrà decidere se confermare le ipotesi di reato, riformularle o chiedere l’archiviazione. Si tratta del bis del caso Diciotti: anche allora a indagare Salvini fu il procuratore di Agrigento Luigi Patronaggio.

Abbiamo contattato telefonicamente Caldoro per un’intervista, ma non ci risponde. A lui piacciono le domande confezionate

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caldoro

Visto che non ci risponde al telefono e non ha nemmeno richiamato, come correttezza vorrebbe, rivolgiamo pubblicamente alcune domande a Stefano Caldoro nella speranza, poi, di ottenere una risposta.
Prima domanda: consigliere Caldoro, Lei si vuole ricandidare e sa bene che è stato una delusione per tutti. Con quale coraggio si ripropone?
Seconda domanda: Lei, consigliere, ha fatto implodere la coalizione di centrodestra, come pensa di rimettere insieme i cocci? In Forza Italia c’è una evidente spaccatura sul suo nome, la Lega non la vuole e Fratelli d’Italia frena. Come fa con questi presupposti a chiedere di essere ricandidato?
Terza domanda: Lei ha sempre sostenuto che, chi è indagato, deve stare lontano da Lei. Oggi che Lei è indagato (il solito rito non serve) come fa a proporsi nella corsa per la carica di governatore?
Ecco tre semplici domande: ha tutto il tempo di riflettere, di chiedere consigli e di rispondere anche sulla sua bacheca. Sarà cura nostra riprendere le sue risposte e pubblicarle. Se poi ha il coraggio di contattare la nostra redazione, e rispondere direttamente al direttore oppure ai giornalisti, noi siamo a disposizione

Pordenone, allenatore di una squadra di esordienti dice “terrone” a arbitro: Daspo per un anno

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calcio

L’allenatore di una squadra di calcio della categoria esordienti – ragazzini di 11 anni – ha dato del “terrone” all’arbitro e il questore di Pordenone ha emesso nei suoi confronti un Daspo di 1 anno.

Dopo il provvedimento esemplare del questore, il mister non avrà accesso ad alcuna manifestazione sportiva e dovrà immediatamente lasciare la guida tecnica della sua formazione.

‘Ndrangheta, sequestro di beni da 200 mln di euro: nei guai 4 imprenditori

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Un fermo immagine tratto da un video della guardia di finanza mostra l'operazione che ha portato al sequestro di 2 milioni di euro a 6 tra avvocati e professionisti nell'ambito dell'inchiesta "Mala gestio" sul fallimento - decretato nel 2014 - della Multiservizi, la partecipata del Comune di Reggio Calabria incaricata della manutenzione di beni pubblici, 9 ottobre 2019.
ANSA/GUARDIA DI FINANZA EDITORIAL USE ONLY NO SALES

Escattata alle prime luci dell’alba a Reggio Calabria un’operazione della Guardia di Finanza, dei Carabinieri e della Dia, con il coordinamento della Direzione Distrettuale Antimafia, diretta dal Procuratore della Repubblica, Giovanni Bombardieri, per l’esecuzione di un provvedimento di sequestro di beni mobili ed immobili per un valore di duecento milioni di euro riconducibili a quattro imprenditori reggini.

Gli imprenditori destinatari del provvedimento di sequestro sono indiziati di appartenenza o contiguità alle più importanti cosche di ‘ndrangheta di Reggio Calabria.

Corruzione, a giudizio l’ex presidente della Regione Sicilia Rosario Crocetta

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crocetta

Due bonifici, per complessivi 10mila euro. Soldi destinati a quel “Riparte Sicilia” nato per le regionali del 2017 e mai diventato una realtà politica. Rosario Crocetta, ex governatore siciliano, dovrà spiegare ai giudici perché ebbe quella somma. Dovrà difendersi in tribunale dall’accusa di corruzione insieme al suo ex segretario, Massimo Finocchiaro, e a Ettore Morace, di origini napoletane.

I soldi, secondo gli inquirenti, sarebbero stati il prezzo del favore che Crocetta avrebbe reso alla sua compagnia marittima, la Ustica Lines, incrementando le corse per le isole minori. Il processo all’ex presidente della Regione si aprirà a febbraio a Palermo.

Conte-bis, Zingaretti manda un avvertimento ai 5 Stelle: “Non si può governare insieme da avversari”

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Zingaretti

Il Governo non ha ancora un’anima, e se non la trova rischia: finirebbe come nel film Wargames, senza vincitori. E in questo caso la vittoria andrebbe a Salvini”.

A lanciare un chiaro avvertimento agli alleati, M5S in primis, è il segretario nazionale del Partito Democratico, Nicola Zingaretti. Intervistato da Repubblica, il leader dem parla di “Troppe liti”. E aggiunge: “Non si può governare insieme da avversari”. Zingaretti chiede, pertanto, una svolta. Perché “se qualcuno si illude adesso di fare la corsa da solo, e in modo strumentale, – conclude Zingaretti – gli italiani sicuramente lo puniranno”.

Maniero resta in carcere, per il Riesame l’ex boss del Brenta “è a rischio recidiva”

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Maniero

Felice Maniero resta in cella. Il tribunale del Riesame di Brescia ha rigettato infatti la richiesta di annullamento dell’ordinanza che, ad ottobre scorso, aveva portato in carcere l’ex boss del Brenta, accusato di maltrattamenti in famiglia sulla compagna e che da maggio aveva ottenuto il trasferimento in una comunità protetta. Per il Riesame, Maniero “è ancora a rischio recidiva”.

I legali, intanto, hanno fatto sapere che il loro assistitito “non si aspettava nulla di diverso in questa fase. Pur rispettando la decisione – hanno aggiunto – non la condividiamo e ci riserviamo successive iniziative”.

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