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Notix - page 2

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Camorra, maxi-operazione dei carabinieri tra Napoli e Torre Annunziata: 35 arresti

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Camorra: pregiudicato ucciso in agguato in sala giochi

Vasta operazione dei Carabinieri del Comando Provinciale di Napoli contro la criminalità organizzata e il traffico di stupefacenti. Sono 37 le misure in corso di esecuzione (35 arresti e due obblighi di dimora). Dall’alba i militari del comando provinciale di Napoli stanno eseguendo due provvedimenti emessi dai gip dei Tribunali di Napoli e Torre Annunziata. Il primo, eseguito a Marano sotto il coordinamento della DDA di Napoli, ha portato all’arresto di 16 persone contigue al Clan “Polverino”, gravemente indiziate dei delitti di associazione per delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti e all’intestazione fittizia di beni, aggravati dal metodo mafioso. A Torre Annunziata, invece, sotto il coordinamento della Procura oplontina, sono 19 le persone arrestate e 2 colpite dalla misura dell’obbligo di dimora per i reati di detenzione di stupefacenti a fini di spaccio, sostituzione di persona, estorsione, porto abusivo di armi e falsità ideologica commessa dal privato.

Decreto Rilancio, Gualtieri in audizione: “Punto di partenza per grande piano ripresa”

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Pensiamo che il metodo del dialogo sia essenziale e contiamo sull’apporto del parlamento anche per poter ulteriormente migliorare questo decreto”. Così il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri in audizione sul decreto Rilancio. Il nuovo decreto anti-Covid contiene “l’impostazione per il rilancio dell’economia che il governo svilupperà con grande piano ripresa fatto di riforme e investimenti. Ci sono alcuni primi elementi importanti che vanno oltre i mesi dell’emergenza, penso alla eliminazione delle clausole di salvaguardia” e si interviene “su alcuni fattori” per “una ripartenza che sia al passo con le sfide e favorisca la transizione a modelli di sviluppo sostenibile, resilienti e innovativi”. Il decreto Rilancio “stanzia ulteriori risorse e contiene misure importanti per affrontare la cosiddetta fase 2 con l’obiettivo duplice di affrontare la crisi senza precedenti innescata dalla pandemia, con la prosecuzione e il rafforzamento degli interventi già predisposti e fornire stimoli e mettere in campo interventi necessari alla ripresa del Paese”. Si tratta, ha ribadito si un provvedimento “che per ampiezza e risorse mobilitate è senza precedenti e d’altronde non poteva che essere così vista la portata della crisi che ha investito il paese e vista la scelta molto chiara del governo di rispondere e reagire a questa crisi con interventi di bilancio e di stimolo economico consistenti e adeguati”.

Scontro su guardie civiche, il Viminale: “Non informati su volontari”. Critiche sulla proposta di Boccia da maggioranza e opposizione

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ITALY PANDEMIC CORONAVIRUS COVID 19

La proposta di Francesco Boccia ai presidenti di Regione il 29 aprile non aveva fatto tanto rumore, ma allora gli italiani stavano a casa e non si era tornati alla movida che turba i sonni di molti nella Fase 2. Adesso invece il bando per reclutare 60 mila assistenti civici diventa il caso di giornata, criticato da maggioranza e opposizione. Il ministro Pd degli Affari regionali, appoggiato dal presidente dell’Associazione Comuni (Anci) Antonio Decaro, pensa ai volontari per aiutare chi non ce la fa da solo, come nella fase dell’emergenza più dura, ma anche per far rispettare il distanziamento sociale, l’uso delle mascherine e il divieto di assembramento. Ipotesi queste ultime di cui al Viminale nulla sapevano tanto che dal ministero fanno sapere di non essere stati informati preventivamente. Un corto circuito che spinge il premier Giuseppe Conte a convocare un vertice con Boccia e le ministre Luciana Lamorgese (Interni) e Nunzia Catalfo (Lavoro). “I Ministri interessati al progetto proseguiranno nelle prossime ore nel mettere a punto i dettagli di questa iniziativa – dicono al termine fonti di Palazzo Chigi -, che mira, per il tramite della Protezione civile, a soddisfare la richiesta di Anci di potersi avvalere, per tutta la durata dell’emergenza sanitaria, di soggetti chiamati ad espletare, gratuitamente, prestazioni di volontariato”.

Ostia, agguato al cognato di Roberto Spada: finiscono in manette esecutori e mandante

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Droga: a Ostia sequestrati 9 kg, 5 arresti

I carabinieri hanno identificato i presunti esecutori e mandante del ferimento a colpi d’arma da fuoco del cognato di Roberto Spada, avvenuto lo scorso 20 aprile a Ostia. I militari del nucleo investigativo di Ostia stanno notificando un’ordinanza che dispone nei confronti di tre persone la custodia cautelare in carcere, emessa dal gip di Roma su richiesta della DDA, con l’accusa di tentato omicidio. Il fatto di sangue – rendono noto i carabinieri – si colloca nelle dinamiche di “riposizionamento” dei gruppi malavitosi sullo “scacchiere criminale” di Ostia. La vittima dell’agguato, romano, 51 anni, aveva raccontato di essere stato colpito da un proiettile mentre camminava in via Forni. Dopo aver sentito all’improvviso un dolore alla gamba, aveva abbassato lo sguardo e visto il sangue, decidendo di salire in macchina e recarsi verso l’ospedale. Non aveva aggiunto dettagli su chi l’aveva ferito ne’ quanti fossero e, soprattutto, su un possibile movente che potesse aver spinto qualcuno a premere il grilletto di giorno in un periodo in cui le strade della Capitale erano particolarmente sorvegliate, per verificare il rispetto delle disposizioni per il contenimento del coronavirus.

Castellammare di Stabia, 17enne accoltellato: muore in ospedale. Ferito anche un 30enne, indaga la Polizia

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La Polizia sta indagando sulla morte di 17enne e sul ferimento di un 30enne giunti la scorsa notte nell’ospedale di Castellammare di Stabia. Entrambi sono arrivati nel pronto soccorso con ferite da punta e taglio, il minorenne al torace e all’inguine. Per lui non c’è stato nulla da fare. E’ morto poco dopo l’arrivo in ospedale. Il trentenne, invece, è stato subito sottoposto a intervento. Secondo gli investigatori non sarebbe in pericolo di vita. Sul quanto accaduto sono in corso indagini da parte della Polizia.

In 2mila comuni test sierologici al via, saranno su base volontaria. Partono le telefonate della Croce Rossa, al lavoro 21 centri regionali

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test sierologici

Hanno preso il via, questa mattina, le telefonate della Croce Rossa italiana ai cittadini individuati nel campione di 150.000 soggetti ai quali verrà effettuato il test sierologico per mappare la diffusione del nuovo coronavirus sul territorio nazionale. Al lavoro, si apprende dalla Cri, ci sono oltre 700 operatori volontari, che hanno ricevuto una formazione nella scorse settimane. I call center operativi sono 21, uno in ogni Regione, ai quali si aggiunge un Centro nazionale di supporto. La Lombardia registrerà il più alto numero di cittadini contattati, pari a oltre 30mila. Seguono il Veneto (13mila); Emilia Romagna (12mila); Campania, Lazio e Sicilia (oltre 11mila); Piemonte (10mila) e a seguire le altre Regioni, fino alla Valle d’Aosta dove saranno contattati oltre 4mila cittadini. Il campione, elaborato con l’Istat, viene individuato sulla base del genere e suddiviso in 6 classi d’età, per Regione ed attività lavorativa. Gli operatori Cri saranno impegnati nelle fasi di prelievo a domicilio e negli ambulatori, ma nelle Regioni Lazio, E.R., Piemonte, Molise e provincia autonoma di Bolzano si occuperanno solo del prelievo a domicilio. I cittadini facenti parte del campione selezionato verranno contattati dalla Croce Rossa italiana sul proprio telefono cellulare. Dopo essere stati contattati per il test sierologico, per eventuali informazioni aggiuntive i cittadini potranno rivolgersi al numero 06-5510 messo a disposizione dalla Cri. Capire quante persone in Italia hanno sviluppato gli anticorpi al Coronavirus, anche in assenza di sintomi, stimare dimensioni e estensione dell’infezione nella popolazione e descriverne la frequenza in relazione ad alcuni fattori quali sesso, età, regione di appartenenza, attività economica. Questo al fine di indirizzare politiche a livello nazionale o regionale e per modulare le misure di contenimento del contagio. Parte oggi la vasta indagine epidemiologica su scala nazionale attraverso test sierologici su un campione di 150mila persone distribuite in duemila comuni italiani. L’indagine è firmata ministero della Salute e Istat, in collaborazione con la Croce Rossa Italiana che con i suoi volontari arriverà alle persone scelte per la campionatura. L’adesione è volontaria e i test sono gratuiti. A chiarirlo a più riprese il Governo, anche attraverso il premier Giuseppe Conte, durante l’informativa alla Camera lo scorso 21 maggio, e la stessa Istat. Nessun obbligo da parte dei cittadini di rispondere alla chiamata. Ma per sensibilizzare la partecipazione su tutte le reti Rai andrà in onda uno spot dedicato all’indagine e locandine saranno affisse nelle farmacie e nelle parafarmacie, grazie alla collaborazione offerta da Federfarma e dalla Federazione dell’Ordine dei Farmacisti Italiani (Fofi). Sarà la Lombardia la regione con il campione maggiore pari a 20mila individui. La scelta tiene conto, infatti, oltre che della demografia, anche delle stime sulla pervasività del virus a livello territoriale. Altre grandi Regioni si collocheranno poco sotto i 10mila selezionati, meno di 4mila in quelle più piccole o meno toccate dall’epidemia. I test verranno effettuati “con esclusiva finalità di ricerca scientifica”, aveva chiarito il premier Conte nell’informativa alla in Aula alla Camera. “Occorrerà – aveva aggiunto – uno sforzo che si basa sul lavoro di volontari sul territorio” e ci sarà “una struttura nazionale di coordinamento”. In una nota diffusa alla vigilia del via ai test da ministero della Salute, Istat e Cri, si sottolinea che “la riservatezza dei partecipanti sarà mantenuta per tutta la durata dell’ indagine”. A tutti i soggetti che partecipano sarà assegnato un numero d’identificazione anonimo per l’acquisizione dell’esito del test. Il legame di questo numero d’identificazione con i singoli individui sarà gestito dal gruppo di lavoro dell’ indagine e sarà divulgato solo agli enti autorizzati, viene spiegato. “Gli esiti dell’indagine, diffusi in forma anonima e aggregata – spiega ancora la nota – potranno essere utilizzati anche per altri studi scientifici e per l’analisi comparata con altri Paesi europei”. Le persone selezionate saranno contattate al telefono dai centri regionali della Croce Rossa Italiana per fissare, in uno dei laboratori selezionati, un appuntamento per il prelievo del sangue. Potrà essere eseguito anche a domicilio se il soggetto è fragile o vulnerabile. Al momento del contatto verrà anche chiesto di rispondere a uno specifico questionario predisposto da Istat, in accordo con il Comitato tecnico scientifico. La Regione comunicherà l’esito dell’esame a ciascun partecipante residente nel territorio. In caso di diagnosi positiva, l’interessato verrà messo in temporaneo isolamento domiciliare e contattato dal proprio Servizio sanitario regionale o Asl per fare un tampone naso-faringeo che verifichi l’eventuale stato di contagiosità.

Ministero della Giustizia, Bonafede sceglie Piccirillo come capo di Gabinetto

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Piccirillo_Raffaele_FG

Alfonso Bonafede ha chiesto al Csm il collocamento fuori ruolo del sostituto procuratore generale presso la Corte di Cassazione, Raffaele Piccirillo, per destinarlo al ruolo di capo di Gabinetto del ministero della Giustizia. Raffaele Piccirillo entra in magistratura nel 1994 e prende servizio al tribunale di Santa Maria Capua Vetere. Dal 2008 al 2013 è giudice delle indagini preliminari a Napoli, dove si occupa anche di formazione dei magistrati ordinari del distretto di Corte d’Appello di Napoli, area penale. Poi l’incarico alla Corte di Cassazione come magistrato addetto all’ufficio del Massimario. Dal settembre 2014 al giugno 2018 è stato Direttore generale della giustizia penale al ministero della Giustizia e poi Capo del Dipartimento per gli affari di giustizia. Ha inoltre ricoperto il ruolo di responsabile per la prevenzione della corruzione e della trasparenza, curando, tra l’altro, l’elaborazione del codice di comportamento dei dipendenti e del Piano triennale anticorruzione 2018-2020, e per oltre un anno ha retto la Direzione generale dell’Ufficio centrale degli Archivi notarili.

Coronavirus, Boccia: “Se avanti così non riapriamo mobilità fra Regioni”

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Coronavirus in Italy: phase 2

Non siamo sorpresi per quel è accaduto in questo fine settimana. Ma se è comprensibile e umano, dopo due mesi, uscire di casa, non dobbiamo dimenticare che siamo ancora dentro il Covid 19 e dunque chi alimenta una movida sta tradendo i sacrifici fatti da di milioni di italiani”. Lo dice, in un’intervista alla Stampa, il ministro degli Affari Regionali Francesco Boccia. “A fine settimana – spiega – il Consiglio dei ministri farà le sue valutazioni in base al numero dei contagi. E per lo ‘sblocco’ della mobilità tra Regioni, faremo le nostre valutazioni: non è detto, ma potrebbe diventare inevitabile prendere tutto il tempo che serve”. “La maggioranza dei cittadini – osserva Boccia – rispetta le regole ed è indignata per i comportamenti di poche persone. Sinora abbiamo usato il metodo del bastone e della carota: sembra aver funzionato”. E gli assistenti civici, aggiunge, saranno “migliaia di persone in strada per ricordare a tutti le regole della nostra convivenza”.

Coronavirus, Fontana: “Zero morti in Lombardia è un dato da prendere con le pinze”. Diminuiscono, comunque, i contagi

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La cosa che mi rasserena è il numero dei nuovi contagiati che sta diminuendo. Quello dei decessi zero è un dato che andrà preso con le pinze, nel senso che purtroppo la domenica è un giorno durante il quale la comunicazione non è sempre precisa e perfetta, a volte arrivano in ritardo. E’ sicuramente molto positivo come dato, però non illudiamoci che sia finita”. Lo ha detto il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana. I dati “sono assolutamente ufficiali”, ha confermato il governatore. I dati “sono assolutamente ufficiali – ha ribadito – ieri sicuramente zero decessi ed è una cosa positiva, è un trend che sta continuando. Però non illudiamoci che adesso sia finito il numero di morti”. “E’ possibile, io me lo auguro, non voglio distribuire troppo entusiasmo perché negli ultimi giorni abbiamo assistito a movida e assembramenti che sono un po’ preoccupanti. Non vorrei che questi ulteriori dati creassero eccessivo entusiasmo”, ha concluso.

Taurianova, reddito di cittadinanza a moglie boss: scoperta dei carabinieri. Tra i furbetti anche lavoratori in nero

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carabinieri

Il marito, boss della ‘ndrangheta, è in carcere ristretto da sei anni in regime di 41 bis con una condanna definitiva per associazione mafiosa da scontare ma lei percepiva il reddito di cittadinanza. Accade a Taurianova, nel Reggino, dove i carabinieri, coordinati dalla Procura di Palmi diretta dal Procuratore Ottavio Sferlazza, hanno scoperto 18 “furbetti” che usufruivano del sussidio pur non avendone diritto. L’erogazione, che ha provocato un danno erariale di 50 mila euro è stata subito interrotta dall’Inps. La consorte del boss aveva dimenticato di segnalare che nel suo nucleo famigliare era presente il marito ma nelle maglie dei militari della Compagnia di Taurianova sono finiti anche cittadini che lavoravano in nero, pur intascando il reddito,in bar, ristoranti o in cantieri, ma anche un gestore di una officina meccanica abusiva, con diverse auto in attesa e un parrucchiere che intascava il beneficio pur lavorando regolarmente anche se aveva formalmente chiuso l’attività 4 anni fa.

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